
Visto quanto avvenuto settimana scorsa in Consiglio comunale con le (non) nomine di due membri del Consiglio direttivo del LAC, si rende necessario cambiare la Legge organica comunale (LOC).
Ne sono convinti Amanda Rückert (Lega), Michele Foletti (Lega), Omar Balli (Lega), Franco Celio (PLR), Andrea Giudici (PLR), Nicola Pini (PLR), Sabrina Gendotti (PPD), Gianrico Corti (PS), Michela Delcò Petralli (Verdi) e Lara Filippini (UDC), i quali presentano oggi un'interrogazione parlamentare elaborata, intitolata "Per procedure chiare in caso di nomine nei Comuni".
I dieci deputati esordiscono scrivendo che "le procedure di nomina dei rappresentanti in enti autonomi, consorzi, consigli d’amministrazione di enti parapubblici, magistratura o altre strutture di competenza dell’ente pubblico rappresentano sempre dei momenti delicati della politica. Piaccia o non piaccia e nonostante i proclami, la politica e i partiti ricoprono tuttora un ruolo fondamentale in queste scelte."
"Al di là delle polemiche di merito - che regolarmente possono presentarsi - l’esistenza di procedure chiare e univoche potrebbe aiutare a ridimensionare quantomeno le polemiche di forma" proseguono Rückert e cofirmatari. "La recente elezione del Consiglio di amministrazione dell'Ente autonomo Lugano e Cultura (LAC) della Città di Lugano ha mostrato tutti i limiti della Legge organica comunale (LOC) per quanto attiene alle elezioni di competenza del legislativo comunale. Di fronte a più interpretazioni, si è deciso di rinviare l’elezione stessa. Ora il Consiglio di Stato dovrà pronunciarsi su almeno due ricorsi già preannunciati e che riguardano la procedura."
"Il problema è che al contrario delle leggi organizzative dei parlamenti a noi note (pensiamo in particolare a LGC e LParl), impropriamente la LOC non fa alcuna distinzione tra votazioni ed elezioni e quindi alcuna distinzione di procedura" scrivono i dieci deputati. "In realtà si tratta di due questioni ben differenti ed è per questo che – giustamente – la Legge sul Gran Consiglio e sui rapporti con il Consiglio di Stato (LGC) tratta i due temi in capitoli separati: le votazioni agli art. 144 segg., le elezioni agli art. 88 segg."
"Per quanto attiene alle elezioni, il voto avviene per scheda e a scrutinio segreto e risulta eletto chi ottiene la maggioranza assoluta dei presenti" proseguono Rückert e cofirmatari. "Se un candidato non ottiene la maggioranza assoluta, si procede con un secondo scrutinio, dove vale solo la maggioranza relativa. In caso di parità, la votazione è ripetuta immediatamente, salvo diversa decisione del Gran Consiglio. Se nel terzo scrutinio si verifica nuovamente la parità, decide il Presidente."
"Invece la LOC non prevede la possibilità di applicare il sistema maggioritario relativo e non facendo l’opportuna distinzione tra votazioni ed elezioni, lascia spazio ad un sistema di voto “a cascata” che spesso si rivela problematico" evidenziano i dieci deputati. "Che succede se un candidato ottiene più voti rispetto ad un altro, ma nello stesso tempo più voti contrari che favorevoli in termini assoluti? È questa una delle domande che ha gettato il Consiglio comunale di Lugano nell’incertezza giuridica."
Per le ragioni sopra esposte, Rückert e cofirmatari propongono allineare la LOC alla LGC. "La proposta legislativa annessa tiene conto inoltre della circostanza che i Comuni ticinesi conoscono sia la forma del Consiglio comunale, che quella dell’Assemblea comunale" precisano i dieci deputati. "Non si vuole inoltre inserire nella legge l’obbligo dello scrutinio segreto, sia perché ciò potrebbe essere eccessivamente macchinoso per elezioni “semplici” e senza particolari contestazioni, sia perché in ogni caso occorre tenere conto dell’autonomia comunale e che in tal senso nulla osta a che i singoli regolamenti comunali stabiliscano autonomamente lo scrutinio segreto obbligatorio per alcune nomine, o per tutte le nomine."
L'iniziativa parlamentare elaborata chiede quindi le modifiche degli art. 30 segg. e 60 segg. LOC (oltre ad alcuni marginali), atte a definire una distinzione tra procedura in caso di votazioni e in caso di elezioni, allineando le norme a quanto previsto dagli art. 88 segg. LGC.
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