
Nuovi pozzi di captazione di acqua di falda alla Morettina. Alla fine dello scorso anno è stato consegnato il progetto di massima e la Città di Locarno, tramite il proprio Municipio, ha recentemente adottato la variante di Piano Regolatore. Questa verrà pubblicata e sarà consultabile sul portale cantonale e presso i Servizi del territorio dal 9 settembre all’8 ottobre. Con quest’ultimo atto formale, la Città intende fornire a Locarnese Ente Acqua (LEA) le basi pianificatorie per realizzare questo progetto.
Una risorsa “scarsa”
Di questi tempi più che mai l’acqua potabile è oggetto di discussione e preoccupazione. Si sente infatti parlare sia a livello globale che regionale di problemi legati all’approvvigionamento idrico, siano essi di tipo quantitativo o qualitativo. Se i primi sono noti da lunga data anche alle nostre latitudini, “i secondi hanno invece storia più recente, ma non meno preoccupante”, si legge in un comunicato della LEA. Per citarne alcuni “basta pensare alle microplastiche, agli PFAS e al clorotalonil”. La Città, consapevole delle sfide che il settore sarà chiamato ad affrontare, ha compiuto due passi importanti.
Le azioni intraprese
Il primo passo è stato quello di costituire LEA, ente autonomo di diritto pubblico pensato per divenire l’azienda dell’acqua potabile al servizio di tutta la regione. Il secondo di avviare la revisione integrale del piano generale dell’acquedotto (PGA), già pensando in ottica regionale. Il cuore pulsante dell’acquedotto del Locarnese saranno i pozzi di captazione alla Morettina, un impianto che, diversamente da quello attuale, sarà in grado di captare acqua a maggiore profondità e sarà quindi meno suscettibile agli inquinanti leggeri, oltre a poter gestire i diversi flussi d’acqua in rete, ottimizzando al massimo la risorsa idrica e l’utilizzo di corrente elettrica.
Il progetto di massina
Alla fine dello scorso anno il gruppo di progettazione ha consegnato il progetto di massima (Pmax) e i dati per le necessarie modifiche a Piano Regolatore. In estrema sintesi, si prevede un impianto costituito da due manufatti; il primo in larga misura interrato comprendente i due pozzi di captazione da 80 metri di profondità. Il secondo, invece, conterrebbe le vasche d’accumulo d’acqua (capacità totale 1’000 metri cubi), i diversi pompaggi con tutta la tecnica che ne consegue e un’ampia sala conferenze, il tutto su di una superficie in pianta di circa 550 metri quadrati. Il costo totale del progetto è di quasi 13 milioni di franchi IVA esclusa.
Le tempistiche
Il gruppo di progettazione sta lavorando sul progetto definitivo (Pdef), il quale, salvo problemi particolari, sarà consegnato in autunno, così da procedere poi con le fasi successive. L’intenzione è di iniziare i lavori a fine del 2025/inizio 2026. Dal profilo pianificatorio la procedura scelta è quella della modifica di poco conto. Dopo una fase di informazione e partecipazione pubblica, oramai conclusa, si procede quindi alla pubblicazione per la durata di 30 giorni della documentazione allestita per la variante al Piano regolatore particolareggiato del quartiere Morettina. Eventuali ricorsi potranno essere inoltrati entro 15 giorni dalla scadenza del termine di pubblicazione. Seguirà la fase di approvazione da parte del Consiglio di Stato.
Pellegrini: “Continuare ad investire”
“L’acqua è la base della vita e noi abbiamo la fortuna di vivere in una regione che gode di una situazione favorevole sia in termini qualitativi che quantitativi”, afferma il presidente di LEA Marco Pellegrini. “Dobbiamo però investire sempre per garantire che ciò valga anche per il futuro”. “Il rafforzamento della collaborazione in ambito di approvvigionamento idrico è un tassello fondamentale”, gli fa eco il sindaco di Locarno Nicola Pini. “La pianificazione del territorio serve proprio ad assicurare le corrette basi per lo sviluppo di progetti di questo genere”.

