
Introdurre una tassa per i veicoli che entrano in Svizzera per proseguire verso un altro Paese senza fermarsi. La mozione proposta dal senatore democentrista Marco Chiesa, dopo essere stata accolta agli Stati, è stata approvata anche dalla Commissione dei Trasporti del Consiglio Nazionale. «Tutta la delegazione ticinese è concorde. Al Nazionale avevamo già presentato cinque mozioni parallele, raccogliendo circa 90 firme. Quindi era molto probabile che dopo essere stata accolta agli Stati sarebbe stata accolta anche dalla nostra commissione, e penso che passerà anche al Nazionale» spiega a Ticinonews Sera il consigliere nazionale PS (e membro della Commissione) Bruno Storni.
Chi si ferma, non paga
L’obiettivo, ricordiamo, è quello di combattere il traffico parassitario, ma anche di finanziare le infrastrutture stradali. «L'idea è frutto di un lavoro congiunto tra le Camere e tra più deputati. Crediamo sia scorretto che i contribuenti del nostro Paese finanzino tutti gli assi stradali, le gallerie, la manutenzione e così via», afferma da noi contattato Marco Chiesa, «mentre poco o niente resta sul nostro territorio da parte di chi utilizza il nostro Paese come un corridoio a basso costo». A riguardo, il Consiglio federale si è espresso negativamente. Tra i motivi, la difficile applicabilità della mozione e la grande burocrazia. Su questo abbiamo interpellato Chiesa. «Ci sono già dalle applicazioni sul terreno, come in Austria, come in Italia la Pedemontana, o zone di entrata nelle città controllate da videocamere. Siamo nell’era della digitalizzazione ed evidentemente si potrà risolvere questo problema con degli accorgimenti tecnologici». Andrebbe quindi sviluppato una sorta di pagamento digitale, e le tariffe varierebbero in base alla densità del traffico, all'ora del giorno e al giorno della settimana. (In alcuni periodi, magari, potrebbe essere a zero). Ma in quali casi si considererebbe qualcuno come solo di passaggio? «Si dovrà dimostrare di rimanere in Svizzera, di soggiornare o consumare qualcosa nel nostro Paese, qualcosa che richiede del tempo. Se qualcuno entra a Basilea e 4 ore dopo esce a Chiasso, non sta lasciando nulla alla nostra economia.»
Smorfie europee
Al Nazionale se ne discuterà a marzo, ma viste le tendenze sembra che il Consiglio federale si dovrà presto chinare sul progetto, cercando di capire come affrontare a livello tecnico il controllo di quando i veicoli sono arrivati e quando sono usciti. «Vedremo poi come ed entro quanto tempo l'Esecutivo la implementa», conclude Storni, «e sarà da vedere la reazione dell'Ue. Alcuni commenti dei parlamentari tedeschi parlavano di discriminazione, quindi probabilmente a livello europeo non sarà così facile da far passare».

