
Di ieri la notizia di due passatori ghanesi fermati a cavallo della frontiera. Uno, su cui pendeva un ordine di cattura, è stato preso dalle autorità italiane a Como. Una 22enne invece è stata arrestata a Balerna, con in auto tre migranti africani minorenni. Ma questo, secondo informazioni ottenute da Radio3i, non era un passaggio occasionale. In tutto sarebbero stati ben un centinaio i trasporti di rifugiati effettuati nel nostro paese e monitorati dalle autorità elvetiche lungo più settimane. Pesanti infatti i capi d’accusa promossi dalla Magistratura: usura per mestiere, incitazione all’entrata, alla partenza o al soggiorno illegale ripetuta.
Per smascherare tutto ciò, alla base sta il grosso lavoro sul terreno delle Guardie di confine in collaborazione con il Centro di Cooperazione di Polizia e Doganale di Chiasso. “Dietro c’è un grosso lavoro di intelligence internazionale - ha affermato ai microfoni di Radio3i il capitano della task force Christophe Cerinotti - Il corpo delle Guardie di confine è molto attivo nella lotta a questo fenomeno”.
Al momento però, nonostante l’inverno, la pressione al confine sud si fa sentire e non accenna a diminuire. “Va detto – spiega Cerinotti – che sulle coste italiane nel 2015 sono sbarcate 150 mila persone, adesso siamo a metà dicembre ne sono sbarcate 180 mila, 30mila in più e questo grazie alle buone condizioni meteo. Visto il bel tempo i migranti si spingono sempre più a Nord verso paesi come Germania e Scandinavia. Per questo anche noi abbiamo una pressione sempre costante al confine sud. Nel solo week end scorso siamo arrivati a quasi 400 unità giunte sul nostro territorio.Oltre a quella che ha portato al fermo l’altro ieri di due ghanesi ci sono tuttavia altre inchieste in cantiere."
“Al momento – conclude il capitano Cerinotti - in Svizzera sono in corso un paio di inchieste, ma naturalmente ce ne sono altre in preparazione”.
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