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Passatori di Balerna, rinviati alle Correzionali
Passatori di Balerna, rinviati alle Correzionali
Passatori di Balerna, rinviati alle Correzionali
Redazione
9 anni fa
Chiusa l'inchiesta a carico dei 2 marocchini arrestati dopo aver malmenato e rapinato un 23enne guineano entrato illegalmente

L’aggressione era avvenuta tre settimane fa nei pressi della stazione di Balerna. Due marocchini di 31 e 23 anni malmenarono e rapinarono un cittadino guineano entrato illegalmente in Svizzera a bordo di un treno. Un quadretto poco edificante messo ora nero su bianco nell’atto di accusa firmato dal procuratore generale John Noseda.

Le accuse formulate al termine dell’inchiesta sono pesanti: rapina, aggressione ma soprattutto quel capo d’accusa che pesa come un macigno sul loro destino giudiziario: incitazione all’entrata illegale. Reato che in questi mesi abbiamo imparato a conoscere col termine di passatore.

Reato grave a cui si è aggiunto – come detto – anche quello di rapina. Una volta scesi dal treno a Balerna - dopo aver aiutato il cittadino guineano ad entrare illegalmente in Svizzera a bordo di un treno - i due a mente dell’accusa avrebbero aggredito l’uomo per sottrargli i restanti 130 euro che custodiva nel portafogli.

Una versione che il più giovane degli imputati - difeso dall’avvocato Ivan Marci - respinge categoricamente addossando la colpa al suo compagno di sventura: sarebbe stato lui - il 31enne dimorante nel Mendrisiotto - ad intascarsi i soldi per il lavoro di passatore, per poi aggredire il guineano a Balerna.

Più sfumata la versione fornita dal diretto interessato. Il 31enne, difeso dall’avvocato Fabiola Malnati, durante l’istruttoria non ha mai negato i fatti, anche se non ritiene di essere l’unico responsabile dell’intera vicenda.

Spetterà ora al giudice – in sede processuale - chiarire dinamica e singole responsabilità.

Intanto oggi il procuratore generale John Noseda, titolare dell’incarto, ha presentato un’istanza di carcerazione di sicurezza per due mesi. I due imputati rimarranno quindi in carcere fino al momento del processo. Una misura – contro cui verosimilmente l’avvocato Ivan Marci si opporrà - resa tuttavia necessaria dall’alto rischio di fuga degli imputati. Entrambi infatti non hanno uno statuto di soggiorno valido. Il 31enne dimorante nel Medrisiotto recentemente è stato oggetto di una revoca di permesso. Mentre il 23enne per l’Ufficio federale della migrazione è un "Nem": ovvero la sua situazione non soddisfa i criteri per una domanda d’asilo. I rischi di una fuga secondo il procuratore generale sono quindi tangibili, a maggior ragione perché per entrami si profila – dovesse il processo confermare l’atto d’accusa – una probabile espulsione dalla Svizzera. E questo in virtù del nuovo articolo di legge che impone l’espulsione di criminali stranieri che commettono reati gravi. 

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