
Nelle prime ore notturne del 7 aprile 2011, i finanzieri della Tenenza della Guardia di Finanza di Ronago, nell’ambito di un servizio di perlustrazione del territorio nel Comune di Ronago, hanno sottoposto a controllo un’autovettura con a bordo due soggetti italiani in procinto di favorire l’espatrio in territorio elvetico di quattro cittadini extracomunitari di nazionalità eritrea.Dai controlli effettuati e’ emerso che i soggetti italiani, dei quali non si esclude l’appartenenza ad una più vasta organizzazione, a fronte di una somma di denaro, si prestavano al trasporto dei quattro clandestini attraverso la linea di confine che insiste tra Italia e Confederazione Elvetica.Ad aggravare il reato, nella particolare fattispecie, vi è il fatto che uno dei 4 soggetti clandestini eritrei era una donna in stato di gravidanza avanzato, per la quale e’ stata cura dei finanzieri richiedere l’intervento del 118 e procedere ad un accompagnamento presso l’Azienda Ospedaliera Sant’Anna di Como per gli accertamenti del caso.In possesso dei due italiani sono stati trovati circa 400 euro in contanti, presumibilmente parte del prezzo dell’illecita attività, e per tale motivo sottoposti a sequestro. Sono inoltre stati sequestrati due telefoni cellulari e l’autovettura impiegata per l’illecito traffico.I quattro migranti sono stati accompagnati al centro di accoglienza di Tavernola, ove hanno manifestato l’intenzione di chiedere l’avvio della procedura per il riconoscimento dell’asilo politico.I due “passatori”, P.G., trentenne di Appiano Gentile, ma domiciliato in Cagno, e P.M, trentaduenne di Olgiate Comasco, sono stati arrestati e posti a disposizione dell’A.G inquirente.In data 08.04.2011 sono stati processati con rito direttissimo: P.G. ha patteggiato, ed è stato condannato ad un anno di reclusione, e 70.000 euro di multa, mentre nei confronti di P.M. è stata rinviata l’udienza a martedì prossimo. Per entrambi il giudice ha disposto la custodia in carcere, ove sono stati accompagnati dai finanzieri.Viene quindi confermata l’efficienza del dispositivo di controllo del territorio attuato dalle Fiamme Gialle della provincia, e della maggiore attenzione al contrasto dello sfruttamento dell’immigrazione clandestina dovuto al particolare momento storico, anche grazie ai recuperi di personale conseguiti alla trasformazione in vigilanza dinamica dei servizi che prima erano svolti stanzialmente presso i valichi di Ronago, Drezzo e Lanzo Intelvi.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

