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Passalia contro gli sciacalli: “Il silenzio è finito”
Passalia contro gli sciacalli: “Il silenzio è finito”
Passalia contro gli sciacalli: “Il silenzio è finito”
Redazione
9 anni fa
Il vicepresidente del PPD sul caso Argo 1: "Il fango verrà rispedito al mittente. E l'agenda del PPD la detta il PPD"

Per la prima volta, a esprimersi sul caso Argo 1 e sulle richieste di un passo indietro al consigliere di Stato Paolo Beltraminelli è oggi il vicepresidente del PPD Marco Passalia, che in un tranciante editoriale pubblicato su Popolo e Libertà mette tutta una serie di puntini sulle "i" e respinge al mittente le accuse mosse nei confronti del suo partito, sostenendo che "il fango degli scorsi mesi verrà rispedito al mittente."

Passalia esordisce riconoscendo che "gli ultimi mesi per il Partito Popolare Democratico sono stati pesanti e difficili. È un dato di fatto." Ma evidenzia che "nonostante il gran baccano nessuno, o quasi, ha avuto l’onestà intellettuale di distinguere e di spiegare i fatti per quelli che sono, sebbene le responsabilità siano state ammesse pubblicamente."

"Certo, come spesso avviene in politica, è più comodo sparare nel mucchio sperando di mietere qualche vittima. L’impressione è che non c’è interesse verso la ricerca della verità e addirittura c’è chi mette in dubbio il lavoro fatto dalla Magistratura" scrive il vicepresidente del PPD. "Va infatti ricordato che sono in atto un’inchiesta penale, un’inchiesta amministrativa condotta dall’ex procuratore Marco Bertoli e proprio negli scorsi giorni hanno preso avvio anche le attività della Commissione parlamentare d’inchiesta. Ciononostante c’è chi non si accontenta e continua a sparare attaccandosi a qualsiasi pretesto pur di mettere dubbi sulle persone, formando alleanze contro natura che puzzano tanto di campagna elettorale."

Passalia esprime quindi massima fiducia al presidente Fiorenzo Dadò. "In queste settimane abbiamo potuto leggere di tutto e di più: giudizi sommari, richieste di dimissioni, accuse, epiteti, illazioni e fango, quasi fossimo tutti dei farabutti. D’altra parte è risaputo che quando l’animale è ferito gli sciacalli si scaraventano addosso convinti di poter partecipare ad un facile banchetto. È quello che hanno tentato di fare alcuni giornalisti e politici con il presidente Dadò, tirandolo in causa con mille illazioni e colpendo senza tregua la sua compagna che, pur essendo funzionaria del DSS, sul mandato ad Argo1 come confermato dal procuratore John Noseda, non ha avuto nessun ruolo decisionale" ricorda il vicepresidente del PPD. "Qui va detto senza possibilità di fraintendimento: il presidente con tutta questa storia non c’entra assolutamente nulla e gode della piena fiducia dell’Ufficio presidenziale. Come da suo carattere, ha rilasciato un’intervista sul Corriere del Ticino (vedi pagine 4 e 5), nella quale risponde schiettamente alle illazioni e agli attacchi subiti, e presto non mancherà di farsi sentire e spiegare quali saranno i prossimi passi del Partito."

"In questo contesto sgradevole, con tutto questo vociare in una sola direzione, la gente si sente confusa e disorientata" prosegue Passalia. "Non solo la base popolare democratica, ma tante altre migliaia di cittadini attente alla cosa pubblica. Lo si comprende ed è quindi giunto il momento che i popolari democratici facciano sentire la propria voce. Questa operazione mediatica studiata a tavolino e gonfiata ad arte non poteva che avere questo triste effetto sui cittadini. Che fare dunque? Basarsi sui giudizi sommari e mettere sull’altare un qualche agnello sacrificale per soddisfare la sete di sangue di alcuni? Assolutamente no. Le risposte sono altre."

"Secondo l’Ufficio presidenziale e la Direttiva del Partito bisogna innanzitutto non mollare e fare quadrato, non ascoltando le sirene di quei giornalisti che subdolamente telefonano ai nostri aderenti cercando di metterli uno contro l’altro" scrive quindi il vicepresidente del PPD. "Per i giudizi ci sono tre inchieste in corso e nessuno è in grado per ora di tirare conclusioni, senza rischiare di sproloquiare. Ci esprimeremo una volta che saranno terminate, basandoci su elementi oggettivi e comprovati, non sulle illazioni."

Passalia sottolinea poi che "in queste settimane di bombardamento mediatico, dove ogni appiglio (persino la partecipazione come spettatori ad una conferenza stampa pubblica!) veniva preso e rigirato contro di noi, comunicare era praticamente impossibile. Pertanto si è deciso di attendere la discussione generale in Gran Consiglio e l’istituzione della Commissione d’inchiesta."

"Ora il silenzio è finito" afferma Passalia. "Oltre all’intervista sopracitata, abbiamo replicato mercoledì alle farneticazioni di chi voleva punire Beltraminelli e il PPD togliendogli parte del DSS a causa delle manchevolezze private del vicesindaco PLR di Giornico Renato Scheurer. Prossimamente, se necessario, rincareremo la dose."

Il vicepresidente sostiene quindi che "adesso però è ora di tornare a fare politica seriamente. Non solo il PPD, ma addirittura tutta la classe politica cantonale ha smesso di occuparsi della cosa pubblica a seguito di questo martellamento" scrive. "Il PPD non ci sta: oltre il danno anche la beffa. In altre parole oltre al fango indecente sulle persone che non hanno nessuna responsabilità in queste settimane si è bloccato un po’ tutto. I problemi del Ticino sono anche e soprattutto altri e preoccupano concretamente migliaia di concittadini. Dal rincaro delle casse malati alle persone in disoccupazione o in assistenza, dalle giovani famiglie alle esigenze degli anziani, dalle aziende attive sul territorio al funzionamento della giustizia. Ora dobbiamo occuparci di risolvere questi problemi."

Passalia conclude assicurando "che il silenzio è finito e che il fango degli scorsi mesi verrà rispedito al mittente. I nostri problemi interni vanno certamente affrontati in tempi brevi e dobbiamo confrontarci seriamente, sia per quel che riguarda le eventuali responsabilità nel caso Argo che su tutto il resto. Lo faremo e coinvolgeremo chi di dovere. Ma l’agenda del PPD la detta il PPD e i popolari democratici, non alcuni giornalisti ossessionati, che invece di martellare l’opinione pubblica con le illazioni e ferire con la cattiveria le persone innocenti come se fossero sacchi dei rifiuti, dovrebbero iniziare ad imparare il significato della parola rispetto."

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