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Ticino
Pass Covid, “Troppo presto per allentare”
Immagine CdT/Gabriele Putzu
Immagine CdT/Gabriele Putzu
Lara Sargenti
5 anni fa
Il Consiglio di Stato si è espresso sulle misure poste in consultazione dal Consiglio federale, accogliendole solo parzialmente. Non convince l’idea di concedere il certificato alle persone che sono risultate positive a un test sierologico

“Un allentamento generale dell’impiego del certificato Covid comporterebbe rischi eccessivi per il sistema sanitario, benché la situazione epidemiologica sia in sensibile miglioramento”. È il parere espresso dal Consiglio di Stato alle misure poste in consultazione dal Consiglio federale, che prevedono alcune agevolazioni per avere accesso al certificato covid. Il Cantone fa sapere di condividere solo in parte le proposte presentate, in quanto alcune sono ritenute “discutibili” dal profilo scientifico ed epidemiologico. Ma vediamo nel dettaglio.

Certificato per i turisti vaccinati all’estero
Il Governo si dice favorevole all’ottenimento del certificato covid emesso in Svizzera per i turisti che si sono vaccinati all’estero con un preparato autorizzato solo dall’OMS. Tuttavia segnala l’ulteriore “gravoso onere” che ricadrà sui Cantoni con questa prassi, soprattutto per quelli con il maggior afflusso di turisti extraeuropei, anche se, a differenza dei cittadini svizzeri vaccinati all’estero o delle persone con diritto di soggiorno in Svizzera, i turisti, per ottenere il certificato della durata di 30 giorni, non dovranno presentarsi personalmente al servizio competente.

Certificato Covid per persone risultate positive a un test sierologico

Su questa opzione il Governo si mostra scettico visto che ad oggi non sono noti i correlati di protezione. “A nostra conoscenza non esiste né un tasso di anticorpi da ritenere realmente protettivo contro la malattia né un valore soglia anticorpale che determina una durata di protezione di 90 giorni. Ammettere ora che un semplice dosaggio positivo degli anticorpi, fatto in qualsiasi laboratorio autorizzato e con metodi di analisi diversi non standardizzati, possa essere sufficiente per garantire una protezione dalla malattia non si giustifica”. Secondo il Governo sarebbe meglio se la Confederazione si prendesse a carico i costi per eseguire il dosaggio degli anticorpi nelle persone non vaccinate: “In caso di risultato positivo la persona potrà decidere di vaccinarsi con una sola dose di vaccino, mentre in caso di risultato negativo la persona saprà che verosimilmente non è mai stata in contatto col virus SARS-CoV-2 e sarà consapevole che la sua probabilità di infettarsi con la variante Delta attualmente in circolazione è elevata”.

Prolungare la validità del certificato per le persone guarite da 6 mesi a un anno

La proposta viene approvata solo parzialmente dal Consiglio di Stato, il quale rimarca che le persone che si sono infettate 6 mesi fa o oltre hanno avuto un’infezione con un virus diverso da quello “più contagioso e pericoloso” attualmente in circolazione (variante Delta). “Non è quindi detto che la protezione continui ad essere valida per altri sei mesi, in particolare nelle persone più vulnerabili”, fa notare il Governo, che ritiene più ragionevole e proporzionato prolungare la validità del documento di guarigione di 3 mesi aspettando ulteriori dati sul tasso di reinfezione e di ospedalizzazione di questi gruppi di popolazione.

Certificato Covid per le persone che non possono vaccinarsi per ragioni mediche
Per quanto riguarda l’ottenimento del certificato Covid per quelle persone che non possono vaccinarsi o testarsi per motivi medici, il Governo si dice d’accordo nel rilasciare il documento, ma avverte sui possibili rischi di abuso. “È necessario che la Confederazione chiarisca con un elenco preciso ed esaustivo, i motivi medici per i quali una persona non può essere vaccinata né testata”.

Non convince invece l’idea di fornire il documento a tutte le persone per le quali vi è “una chiara controindicazione medica alla vaccinazione”. “Sono a rischio sia di trasmettere, sia di contrarre la malattia”, evidenzia l’Esecutivo. Un rischio che “sarebbe accettabile se nelle manifestazioni fossero presenti solo pochi casi”. Anche in questo caso vi è “un grande rischio di abuso” e i motivi che impediscono la somministrazione del preparato “devono essere illustrati in una lista esaustiva e valutati in maniera molto restrittiva”.

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