
Con il 75% dei letti occupati nel Luganese e l’85% nel Locarnese, il Ticino può dirsi soddisfatto. La Pasqua, sul piano turistico, sta andando bene.
Del resto, lo dicono gli addetti ai lavori: fare meglio di così, al giorno d’oggi è veramente difficile. Una volta il Ticino rappresentava il primo sud, quello più vicino ai vacanzieri germanofoni. Ma il mondo ormai si è rimpicciolito e molte altre mete calde sono raggiungibili in un paio d’ore di volo. Inoltre, il bel tempo ieri e oggi lo si trovava in buona parte del continente.
Ben vengano quindi le cifre relative ai pernottamenti di questa Pasqua. Cifre che premiano maggiormente i centri. Ad esempio, se come detto la media del Luganese è del 75% di letti occupati, in centro città sale all’85%. A conferma del fatto, sostiene il presidente di Hotellerie Suisse, sezione Ticino, Lorenzo Pianezzi, che i turisti cercano attività, movimento e intrattenimento.
Numerosi in città i turisti italiani, ma il loro è un turismo di giornata. Il turista che soggiorna, anche quest’anno, è un turista essenzialmente svizzero tedesco. Con qualche americano e qualche arabo.
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