
Pasqua è sinonimo di cioccolatini, colombe, ma soprattutto di vacanze e un boom per il turismo. In seguito al periodo della Festa della Resurrezione nei campeggi ora regna la quiete, ed è arrivato il tempo di un primo bilancio.
"Il traffico frena i turisti"
“Non c’è stato il pienone, però abbiamo avuto tanti ospiti. Il tempo ci ha traditi, era frescolino”, afferma a Ticinonews la proprietaria del Camping Molinazzo di Agno Liliane Ponti. Rispetto agli altri anni vi sono inoltre state delle differenze in termini di affluenza: “Ora c’è la possibilità di andare all’estero, non essendoci più la pandemia - spiega Ponti - e c'è anche il problema del traffico: questo frena le persone e in tanti preferiscono spostare il periodo di vacanza. Venire in Ticino per solo quattro giorni può essere un bel impegno”.
Addio alla clientela tedesca e olandese
Una Pasqua che non ha quindi visto il tutto esaurito nemmeno nei campeggi ticinesi. Il Camping Molinazzo può però contare su una clientela fissa superiore al 50% del totale. Ma da quale regione arrivano principalmente gli ospiti? “Tantissimi avventori vengono dalla Svizzera interna. Con la pandemia abbiamo anche avuto degli svizzeri francesi che hanno scoperto il Ticino", precisa Ponti. In questi anni il nostro cantone ha però perso la clientela tedesca e olandese a favore della vicina Italia. Non abbiamo il mare, ma abbiamo i laghi afferma Ponti.
Siccità e meteo
Il Ticino resta comunque attrattivo per quanto riguarda i campeggi: "Non abbiamo il mare ma abbiamo i laghi", afferma la proprietaria del Camping Molinazzo. Laghi, questi, che stanno vivendo un importante periodo di siccità. “Bisogna fare attenzione e risparmiare. Il problema è che il tempo cambia e quando piove, piove fortissimo. Per le persone che hanno la tenda e stanno all’aperto non è molto interessante", conclude Ponti.

