
Si ritiene parzialmente soddisfatto il Partito Comunista in merito alla futura “Legge sulle prestazioni private di sicurezza” posta in consultazione la scorsa settimana dal Governo ticinese. Il Consiglio di Stato - si legge in una nota odierna del PC - "conscio dell'urgenza di una nuova legge che regolamenti il funzionamento del settore della sorveglianza privata, intende aumentare gli standard di formazione per poter diventare agente di sicurezza privata e rendere più severi i requisiti per poter operare in questo settore così delicato, che ha pure visto un fiorire quasi caotico di agenzie private". Rivendicazioni che, ricordano i comunisti, sono contenute nella mozione del deputato Massimiliano Ay. Anche i consiglieri comunali del PC si sono mossi a livello di legislativi comunali, presentando, in primis a Bellinzona con Alessandro Lucchini, delle mozioni per impedire ai Municipi di esternalizzare a tali agenzie degli atti di autorità.
"Parziali" quindi i miglioramenti apportati dal nuovo progetto, anche se il PC continua a non sentirsi tranquillo della "continua fiducia" che il Dipartimento di Norman Gobbi ripone sulla sicurezza privata. "Gli spiragli che si aprono ora, a tutela della sicurezza dei cittadini e della professionalità dei lavoratori sono sicuramente positivi, benché resti problematico non solo il fatto che il concordato inter-cantonale appare ormai defunto in via definitiva, ma anche la continua tendenza degli enti pubblici, anche comunali, di esternalizzare compiti di sicurezza ad alcune di queste realtà che l'ex-procuratore generale aveva definito addirittura quali "servizi di pestaggio”.
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