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Elezioni federali
Partito comunista, Massimiliano Ay candidato agli Stati
Redazione
3 anni fa
Per il partito è importante che a Berna ci sia un candidato di sinistra che si opponga all'invio di armi: "Siamo l'unica sinistra che rifiuta l'atlantismo e si colloca in favore del multipolarismo e della cooperazione pacifica con le nazioni emergenti".

Oltre a una lista denominata "No Ue-No Nato" al Consiglio Nazionale, il partito comunista presenterà anche un proprio candidato al Consiglio degli Stati per le prossime elezioni federali. "Dopo una consultazione interna, avendo stabilito come priorità la difesa della neutralità svizzera da sinistra, la scelta è caduta sul proprio segretario politico Massimiliano Ay, deputato in Gran Consiglio dal 2015", scrive il partito in una nota odierna, nella quale non risparmia critiche a PS e Verdi. 

Un candidato per opporsi all'invio di armi

Per il partito è importante che ci sia un candidato di sinistra che si opponga all'invio di armi: "Di fronte alla linea smaccatamente europeista che caratterizza ormai PS e Verdi e che ha raggiunto un livello esageratamente ostile alla nostra stessa sovranità nazionale e che, schierandoci in un conflitto, mette a rischio la nostra sicurezza, si rende necessaria una candidatura alternativa che resti coerente coi valori originari della sinistra del nostro Paese che sono sempre stati quelli non solo del lavoro ma anche della neutralità, cioè della pace!"

Critiche a PS e Verdi

Il PC critica in particolare la scelta del PS di votare a favore della riesportazione di materiale bellico all'Ucraina. Una scelta che "non solo porta la Svizzera a perdere il suo prestigioso ruolo di mediatore ma che di fatto schiera irresponsabilmente il Paese in un conflitto armato fra la NATO e l’Eurasia che rischia di estendersi (dal Kosovo a Taiwan, fino alla Corea) e di diventare nucleare". Nel mirino del PC anche i Verdi dopo che hanno "completato la loro svolta globalista e sostengono le sanzioni dell’UE che hanno solo impoverito i lavoratori e danneggiato l’economia nazionale". Di fronte a queste scelte "deleterie e contrarie alla stessa tradizione della sinistra svizzera e ticinese", una desistenza del Partito Comunista a favore dei candidati “rosso-verdi” "sarebbe stata incoerente", precisa il partito.

Critiche anche alla destra

Stando al PC nemmeno la destra sa però offrire una risposta ai bisogni della cittadinanza: "Mentre il presidente nazionale del PLR parla apertamente e irresponsabilmente della necessità di avvicinare l'esercito svizzero alla NATO; l'UDC è tanto "patriottica" da rifiutare la sovranità alimentare del nostro Paese e continua a proporre ricette ultra-liberiste ai danni dei ceti popolari".

"Siamo l'unica sinistra"

Il Partito Comunista e il suo candidato Massimiliano Ay, conclude la nota, "rappresentano l’unica sinistra che - continuando a difendere i diritti sociali e del lavoro - rifiuta l’atlantismo e si colloca a favore del multipolarismo e della cooperazione pacifica con le nazioni emergenti; che resta contraria alla forsennata corsa al riarmo e alla rottamazione della nostra neutralità e che non accetterà mai non solo l’esportazione di armi a un paese in guerra, ma anche l'integrazione alla NATO e l’adesione all’UE".

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