
La deputata socialista Lisa Bosia Mirra ha inviato la sua opposizione contro il decreto d'accusa emesso nei suoi confronti il 12 aprile scorso dalla procuratrice pubblica Margherita Lanzillo, la quale propone una condanna a 80 aliquote giornaliere sospese condizionalmente per ripetuta incitazione all'entrata, alla partenza e al soggiorno illegale (vedi articoli suggeriti).
L'opposizione firmata dall'avvocato Pascal Del Prete, come si legge sul Corriere del Ticino, chiede in prima battuta che l'accusa riesamini tutto l'incarto, assumendo le ulteriori prove già richieste in fase istruttoria. Il legale scrive inoltre che, a suo dire, pagare il biglietto del treno, ospitare per una notte o trasportare per un tratto di strada i profughi "non configura i presupposti per giungere alla punibilità". Anche perché, sempre stando all'avvocato Del Prete, l'entrata illegale e l'incitazione all'entrata illegale sarebbero punibili unicamente con riferimento alle frontiere esterne dello spazio Schengen.
La difesa di Bosia Mirra chiede quindi che le conclusioni del decreto vengano riviste. Altrimenti si andrà a processo.
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