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Partita l'offensiva di Pedemontana: solleciti anche in Ticino
Partita l'offensiva di Pedemontana: solleciti anche in Ticino
Partita l'offensiva di Pedemontana: solleciti anche in Ticino
Redazione
7 anni fa
La società sta cercando di recuperare gli scoperti affidandosi a società di recupero crediti. Ma le spese extra fanno discutere

Pedemontana l'aveva annunciato ed è stata di parola. In queste settimane è infatti partita l'offensiva per recuperare gli scoperti, ovvero i pedaggi non pagati dagli automobilisti nel corso degli ultimi anni. Vuoi intenzionalmente, vuoi per distrazione, la percentuale di chi non paga si aggira attorno al 17%. Nel 2018, lo ricordiamo, era pari al 16,85%, in diminuzione rispetto al 18,89% dell’anno precedente e al 19,6% del 2016.

Nonostante il calo, Pedemontana è determinata a recuperare quanto gli spetta. Fin qui nulla di strano: già in passato i pedaggi non pagati hanno creato numerosi problemi, in particolare quelli riconducibili ad automobilisti stranieri. Negli scorsi mesi era toccato agli automobilisti comaschi ricevere dei solleciti per posta ordinaria, comprensivi di 3 euro di spese per la pratica e la comunicazione.

In questi giorni le lettere sono arrivate anche in Ticino, ma con delle spese decisamente più salate, come i 23,83 euro fatturati a un nostro lettore. Una cifra addirittura superiore ai circa 17 euro di pedaggi non pagati. Una lettrice, con uno scoperto di circa 16 euro, se ne è visti invece recapitare 23,54 di spese. Anche in questo caso, le spese per le pratiche superano l'importo totale dei pedaggi.

Si tratta di una situazione analoga a quella vissuta nel 2016 da diversi automobilisti ticinesi che non avevano pagato i pedaggi sulle tratte gestite da Autostrade per l'Italia. Allora la ditta di riscossione incaricata di recuperare gli scoperti aveva recapitato solleciti per passaggi ai caselli registrati nel 2010 o addirittura nel 2009. E nel luglio di due anni fa chi non aveva dato seguito a tali richieste si era visto recapitare un sollecito decisamente salato da parte di una ditta di Coira: oltre all’importo dei mancati pedaggi, la ditta grigionese aveva fatturato ben 49.- di spese aggiuntive come "rimborso dei costi dei servizi legali".

Il TCS: "Pagate il dovuto, ma fate valere i vostri diritti"Premettendo che saldare gli importi scoperti è cosa buona e giusta, non mancano però i dubbi sull'ammontare di queste spese extra. Le società incaricate della riscossione, beninteso, devono guadagnarci qualcosa, ma gli importi hanno fatto storcere il naso a diversi automobilisti.

Il portavoce del TCS Renato Gazzola spiega che già in passato ci sono stati degli incontri con Pedemontana per fare in modo che le spese per le pratiche di riscossione rimanessero accettabili: "Se si tratta di 4-5 euro va bene, ma in effetti 20-25 euro iniziano a essere un po' troppi. Se non si tratta di richiami, ma è la prima volta che ricevete queste fatture, il consiglio è quello di far valere i vostri diritti, spiegando che pagherete gli importi dei pedaggi, e questo deve essere fuori da ogni discussione, ma che per le spese extra bisognerà venirsi incontro, riducendo gli importi che non sono corretti".

Per il nostro lettore la vicenda ha avuto un lieto fine. Dopo aver preso contato con la società incaricata della riscossione del credito quest'ultima ha ridotto l'importo delle spese.

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