
Rodolfo Pantani colpisce ancora. L’ultima volta il deputato leghista aveva dovuto subire un’espulsione dall’aula di un paio d’ore, frutto di un battibecco con Carlo Lepori, prima e con il presidente Dario Ghisletta, poi. E oggi nuovo episodio colorito in Gran Consiglio, sempre con le stesso protagonista. Mentre si stava discutendo della nuova normativa sulla trasparenza dello Stato, Pantani ha preso a male parole Carlo Luigi Caimi. Un diverbio di pochi secondi che, tuttavia, ha disturbato non poco il deputato PPD, il quale, a stretto giro di posta, ha inviato una nota alle redazioni. “L’educazione e il rispetto, anche in politica - scrive Caimi - non sono acqua: o li hai e li consideri un valore del dibattito politico oppure non li hai e ci sputi sopra. Se ne è avuta stamani una dimostrazione da parte del presidente “pro tempore” della Legislazione (Pantani, ndr)”. “Sceneggiate e mancanze di rispetto come quelle alle quali ha assistito oggi il Gran Consiglio – prosegue Caimi - sono all’ordine del giorno settimanale da parte del presidente “pro tempore” della Commissione della Legislazione e sarebbe bene che i cittadini potessero a loro volta rendersene conto di persona”. Il deputato PPD conclude il suo comunicato sottolineando come alcuni esponenti leghisti gli abbiano espresso parole di apprezzamento prendendo le distanze dalle esternazioni di Pantani. “Mi dispiace - termina Caimi - che non se la sentano di dire le stesse cose pubblicamente. Questo Cantone lo avrebbe apprezzato”. Breve e concisa la replica di Pantani. "Ho verificato che la solidarietà a Caimi è stata espressa solo da un rappresentante del mio gruppo: Giorgio Salvadè. E dei CL come Salvadè e Caimi non me ne frega un tubo.”Cierre
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