
Il Gruppo Donne dell'Unione sindacale svizzera, sezione Ticino e Moesa, prende posizione sue due recenti decisioni del Consiglio nazionale: quella di cancellare dal programma di legislatura la revisione della Legge sulla parità (91 contro 89, 8 astenuti) e quella di bocciare un'iniziativa parlamentare sul congedo paternità di 2 settimane (97 voti contro 90, 5 astenuti). Per l'associazione femminile si tratta di una doppia discriminazione visto che penalizza sia i padri, che le donne.
"Non c’è che dire" commenta il Gruppo Donne USS, "la maggioranza conservatrice e retrograda del Parlamento si fa sentire, mostra il volto del maschilismo e del patriarcato e conferma un clima di palese restaurazione culturale: che l’uomo vada a lavorare e la donna resti a casa!"
Per l'associazione femminile il messaggio è chiaro: "La disparità salariale può continuare ad essere tollerata: cancellando dal programma di legislatura la revisione della legge federale sulla parità – che quest’anno compie 20 anni – il Parlamento ha gettato la maschera".
"Benché timida" prosegue la nota del sindacato, "la proposta di revisione prevedeva reali controlli nelle aziende e il dovere di porvi rimedio. Con la scandalosa decisione della maggioranza della Camera del popolo, la Legge federale sulla parità dei sessi continuerà a restare l’unica legge ad essere violata impunemente, contribuendo alla persistenza di palesi discriminazioni".
"Ma il vento maschilista non si è fermato lì" sottolinea ancora l'associazione. "Anzi: oggi ha spazzato via anche il principio del congedo paternità. Si ritiene che fondare una famiglia sia un affare privato, facendo finta di non vedere che la società chiede dei cambiamenti".
Secondo il gruppo Donne USS le pari opportunità sono molto legate alle possibilità di conciliare famiglia e lavoro, alla ridistribuzione dei compiti all’interno della coppia. "Anche il congedo parentale assume, in questo contesto, un’importanza sempre maggiore, tanto dall’essere al centro del dibattito politico cantonale e nazionale da numerosi anni. Ma la maggioranza della Camera bassa sembra vivere su un altro pianeta. E tutte le donne che hanno a cuore la parità, continueranno a lottare per i loro diritti".
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