
A sorpresa il Gran consiglio ticinese ha respinto oggi il progetto di amnistia fiscale cantonale. L'entrata in materia è stata rifiutata con 42 voti a 39. Il Consiglio di stato aveva proposto nel febbraio del 2010 di permettere ai contribuenti di legalizzare patrimoni non dichiarati con un'aliquota del 30%, portata al 20% dalla commissione tributaria. L'amnistia ha ottenuto il sostegno di PLR, PPD e UDC, mentre PS, Verdi e Lega si sono opposti. Il PS è "soddisfatto"Il partito socialista, con una nota stampa diramata oggi, ricorda si essersi "opposto al messaggio dell’amnistia fiscale per le persone fisiche e giuridiche fin dall’inizio perché avrebbe creato una evidente e ingiusta disparità di trattamento fra i contribuenti virtuosi (quelli cioè che hanno sempre dichiarato tutti i loro redditi e la loro sostanza alle autorità fiscali, pagando le imposte dovute) e quelli che invece hanno sottratto risorse all’ente pubblico". "Gli elementi forniti a giustificazione di una disparità di trattamento di tale portata dal rapporto di maggioranza e dal messaggio - per il PS - sono assolutamente insufficienti ed eticamente discutibili". Il gruppo socialista "si rallegra del fatto che una maggioranza del parlamento ha aderito alla posizione del PS affossando definitivamente una proposta iniqua che avrebbe premiato gli evasori". PLR: "I giochetti tattici della Lega costano al cantone milioni" Il PLR, con una nota stampa, dice di aver "preso atto con delusione della decisione odierna del Gran Consiglio di bocciare, con tre voti di scarto, il progetto di amnistia fiscale. I deputati PLR hanno votato compatti e con convinzione l’adesione al messaggio del Governo. Dopo che a fine 2009 diversi partiti avevano fatto gara per prendere il merito della proposta - in particolare UDC e Lega - , e dopo un tira e molla commissionale durato anni, il parlamento ha affossato la proposta". E ancora: "L’atteggiamento in particolare della Lega, che per ragioni tattiche ha cambiato per l’ennesima volta opinione e deciso all’ultimo momento di opporsi, ed anche l`assenza decisiva di alcuni parlamentari PPD, hanno fatto mancare un sostegno compatto al momento del voto". Il PLR sottolinea infine "che tale decisione farà mancare al Cantone, in un momento di particolare difficoltà finanziaria, un introito importante e la possibilità di far emergere capitali utili per l’economia cantonale. Di fatto, con la bocciatura odierna la Lega ha affossato qualsiasi possibilità di intesa e di dialogo tra i partiti su una manovra fiscale. Il PLR ritiene quindi che non vi siano più le premesse per continuare le trattative e sarà dunque il popolo ticinese a decidere in merito alle varie iniziative pendenti".
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