
Il nuovo Codice di procedura penale e la conseguente riforma del Ministero pubblico è approdata lunedì sui banchi del Gran Consiglio. Nel corso del lungo dibattito i parlamentari hanno votato sul riesame di alcuni articoli. Ma non c'è stata una votazione finale. In aula si è deciso di posticipare a martedì la votazione, che rappresenta una vera e propria rivoluzione della procedura penale: dal fermo fino al giudizio di appello. La nuova procedura imporrà agli agenti di polizia di assumersi maggiori obblighi e formalità da rispettare nelle indagini e nell'assunzione delle prove, per esempio durante gli interrogatori.Gli atti prodotti potranno essere impugnati per reclamo. Le altre novità riguardano il decreto d'accusa, che dovrà essere riesaminato da un giudice in caso di opposizione, la durata della carcerazione preventiva che scenderà da sei a tre mesi, con possibilità di proroga. E poi c’é il processo d'appello sarà un vero processo bis, con una revisione completa del caso in aula. Per questo saranno nominati due giudici in più. Ma per adottare il nuovo codice anche il Ministero pubblico è stato restaurato nelle sue competenze. Complessivamente saranno 21 i procuratori pubblici. Quindi non ci sarà più il sostituto. I magistrati saranno nominati dal parlamento. Al procuratore generale, anch’egli nominato dal parlamento, spetterà il compito di nominare i due suoi vice, che saranno a capo delle due sezioni di competenza: finanziaria e di polizia. Spetterà al pg decidere la quantità di procuratori da destinare a uno e all’altra area di competenza. Il procuratore generale avrà inoltre la facoltà di revocare un incarto a un magistrato in caso di grave inadempienza. E dal punto di vista logistico, è infine prevista la sottosede di Bellinzona del Ministero pubblico.AELLE
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