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Ticino
Parla l’operaio licenziato
Redazione
11 anni fa
Secondo l'uomo il provvedimento della Exten è solo un pretesto. "Non mi hanno nemmeno sentito"

Per la Exten si è comportato in maniera inaccettabile e penalmente reprensibile. Per questo motivo ieri ha licenziato in tronco l’operaio che da otto anni era alle dipendenze della ditta. Un licenziamento, come noto, che ha scatenato lo sciopero in atto all’azienda di Mendrisio, definito “illecito” dalla stessa direzione poiché non avrebbe nulla a che vedere con la procedura di conciliazione in corso.

Per l’operaio in questione, invece, la vicenda all'origine del licenziamento sarebbe solo un pretesto, visto che era già stato “preso di mira”.

“Non so se è una cosa studiata o meno” racconta ai microfoni di Radio3i l’uomo, tra l’altro capodelegazione nello sciopero avvenuto a febbraio. “Fatto sta che ieri sono arrivato al lavoro, ho timbrato come d’abitudine e sono stato chiamato in direzione, dove mi hanno presentato la lettera di licenziamento”.

Nella missiva viene ribadito che il licenziamento è dovuto a un comportamento non conforme alle direttive dell'azienda. “Praticamente c’è scritto che ho minacciato di morte un ragazzo dell’azienda. È un fatto che risale a un mese fa” spiega il giovane. “Ero uscito un’ora prima perché mia moglie era rimasta a piedi con la macchina a Lugano. Poi sono venuto a sapere che questo ragazzo ha presentato delle foto in direzione. Una volta venuto a conoscenza di ciò, l’ho chiamato per parlare, ma è stato uno scambio amichevole e la cosa è finita lì”.

Secondo l’operaio la direzione si è basata solo sulle immagini delle telecamere, che riprendono lo scambio animato tra i due, ma non è mai stato chiamato in causa per spiegare quanto è successo. Un motivo non sufficiente, anche secondo i sindacati, per licenziare un dipendente.

Ascolta l’intervista integrale di Radio 3i nell’audio allegato. 

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