
A meno di imprevisti dell’ultima ora, oggi pomeriggio alle 13.30, dopo la riunione del consiglio d’amministrazione, a Palazzo Marcacci sarà annunciato il nome del nuovo direttore artistico del Festival del Film di Locarno. Entrerà in carica solo tra un anno, alla scadenza del mandato di Frédéric Maire. Ma sembra molto probabile che affiancherà Maire già dalla prossima edizione, affinché possa vedere dall’interno come funziona la macchina del Festival. Facciamo ora qualche nome. Gli spifferi dei corridoi del Pardo dicono che il nuovo direttore dovrebbe essere uno straniero. Il che significa che dalla prima rosa di nomi che era circolata bisogna depennare Bideau, Kaneman, Chollet, Bader e Kummel. Dalla rosa di papabili sarebbe uscito anche Gianluigi Rondi, neo presidente del Festival di Roma. E non avrebbe nessunissima intenzione di tornare a Locarno nemmeno Marco Müller, che – seppur criticatissimo quest’anno per la mancanza star di Hollywood al Lido – crede nel rilancio in grande stile del festival di Venezia. E li resterà. Ed infine sarebbe caduta anche la candidatura di Chicca Bergonzi, figura cardine dell’attuale management della rassegna locarnese.In pole position resterebbero insomma due nomi: quello dell’attuale direttore del Festival del cinema di montagna di Trento, Maurizio Nichetti e quello di Alberto Barbera, responsabile del Museo italiano del cinema. In ogni caso - chiunque sarà - il nuovo direttore artistico locarnese si troverà davanti a delle scelte strategiche che segneranno forse per sempre il futuro della rassegna. In effetti, come ha ben scritto Antonio Mariotti negli scorsi giorni sul Corriere del Ticino, in questi ultimi anni, il mondo dei festival cinematografici ha subìto dei possenti scombussolamenti che hanno portato in pratica a una profonda scissione. Da una parte ci sono festival come Cannes, Berlino o Toronto che hanno alle spalle mercati internazionali sempre più mastodontici tra i cui stand si decidono i destini distributivi di pellicole di serie A, B o Z. Dall’altra parte ci sono tutti gli altri. Locarno sta nel mezzo. Ma prima o poi dovrà scegliere.
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