
“Ringrazio chi mi dà così tanta importanza, ma il rapporto di minoranza leghista sul Parco del Piano di Magadino che prevede di realizzare il parco al momento dell’esecuzione del tracciato A2-A13, nasce dalla base”.
Cleto Ferrari, collaboratore di direzione del Dipartimento del territorio, risponde alle insinuazioni lanciate recentemente dai deputati Fiorenzo Dadò e Sergio Savoia, secondo i quali ci sarebbe proprio Ferrari dietro l'ostruzionismo nei confronti del Parco del Piano di Magadino, al suon di “o il parco con l’A2-A13 o nulla”.
Ferrari inoltre ci dice “che nessuno è contrario ad un parco ma attuarlo adesso porterà ad allungare e di parecchio i tempi di percorrenza tra Locarno e Bellinzona negli orari di punta. Pertanto per poter realizzare il progetto è necessaria anche l’esecuzione del collegamento autostradale A2-A13". Il leghista inoltre aggiunge che "il problema del traffico nel Locarnese è sotto gli occhi di tutti. La proposta della LEGA solleva e cerca di risolvere un problema concreto e reale e va incontro anche alle esigenze turistiche del locarnese".
In ultima battuta, Cleto Ferrari tiene a precisare che l’iter di questo rapporto è molto democratico, dal basso verso l’alto; nato da una presa di posizione ufficiale della sezione della LEGA del locarnese poi discussa in riunione di gruppo dei Gran Consiglieri leghisti, alla quale secondo Ferrari "avrebbe partecipato" anche il direttore del DT Claudio Zali. Ma non ne è sicuro, visto che non era presente alla riunione. "Ma potete chiederlo ai deputati Mauro Minotti e Fabio Badasci" ci dice in ultima battuta.
Christian Fini
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

