
Il momento è cruciale. Il progetto del parco nazionale del Locarnese sta per entrare in una fase più concreta. Ma per compiere l’importante passo, ci manca un tassello: il sì di Cevio. Senza l’appoggio del comune il progetto perderebbe gran parte della sua forza. Il municipio non si è ancora espresso. La popolazione dell’intera valle sembra divisa, disorientata. Inoltre nei giorni scorsi è stato presentato un progetto alternativo, che punta sulla creazione di un parco regionale. Perciò stamane a Cevio è giunto Bruno Oberle per spiegare di fronte a un folto pubblico, cosa significa far parte di un parco nazionale. “Un parco nazionale è dapprima un marchio- ha spiegato il direttore dell’ufficio federale dell’ambiente - Un marchio mondialmente riconosciuto. Per aggiudicarselo, bisogna rispondere a tutta una serie di requisiti. È solo attraverso al marchio che arrivano le ricadute economiche”.
“Non bisogna creare ghetti né per l’uomo né per la natura” ha esordito Fabio Regazzi, contrario al progetto, riferendosi alle contestate zone centrali previste nel parco nazionale. Il progetto del locarnese ne prevede 5. Zone che ricoprirebbero il 25% del territorio.
Il progetto del parco nazionale è ormai un treno già da tempo in corsa. La votazione è prevista nel 2012. Quello regionale, invece, ha appena messo la marcia.
“Prima di gettar altri soldi dalla finestra, sarebbe meglio far esprimere subito la popolazione- è stato detto stamane dagli scettici- un voto non solo sul progetto di parco nazional. Ma sulle due proposte....”
“Il Cantone non è né per uno, né per l’altro progetto - ha spiegato Marco Borradori - L’importante è che se ne parli in modo costruttivo. La valle Maggia ha bisogno di aiuto. E la creazione di un parco potrebbe segnare la svolta. La decisione è soltanto vostra. Voi decidete del vostro futuro”.
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