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Ticino
Parco eolico: Salvioni spara, Rossi contrattacca
Redazione
18 anni fa
Per Salvioni nel passaggio di Rossi da AET a Reninvest c'è stato un conflitto di interessi. L'ex direttore AET replica: "Ero già fuori quando si decise"

"Le decisioni di AET sono state condivise ed assunte in piena co­noscenza di causa dal CdA e non dal direttore Paolo Rossi e secon­dariamente la decisione finale da parte di AET è avvenuta in un pe­r­iodo successivo alla mia uscita de facto dall’azienda". Con queste parole l’ex direttore dell’AET replica oggi con una nota stampa alle accuse mossegli da Sergio Sal­vioni, ieri su la Regione Ticino. Secondo Rossi, Salvioni, ha fatto una ricostru­zione erronea del passaggio del progetto eolico del San Gottardo da AET a Reninvest, società ora pre­sieduta dall’ex direttore dell’azien­da. Un patto di collaborazione ven­ne sott­oscritto nel 2004 e prevede­va la fornitura dei dati da AET a Re­ninvest in cambio di una parteci­pazione di AET al progetto in mi­sura del 20%. La decisione fu rati­ficata dal CdA il 12 settembre 2007. Secondo Salvioni inoltre, essendo l’energia eoli­ca rientra nelle for­me di energia per le quali il Cantone ha sancito il principio dell’assunzio­ne in proprio e dunque il Consiglio di Stato può annullare il contratto della Reninvest in Leventina. "A tutte le altre contestazioni - risponde Rossi - risponderò a tempo debito nelle sedi opportune, non appena mi saranno consegnati i rapporti della Kpmg che ho finora richiesto invano". Questa la ricostruzione dei fatti, in breve. Ma vediamo i due scritti, nel dettaglio.Sergio Salvioni: "Il comportamento di Rossi è certamente censurabile dal profilo morale, se non da quello giu­ridico""Paolo Rossi - scrive Salvioni sulla Regione Ticino - dopo aver effettuato le verifiche di redditi­vità nella sua veste di direttore AET, ha inopinatamente ‘ceduto’ (il parco eolico, ndr.) alla Re­ninvest, da lui costituita e di cui è stato nominato presidente mentre ancora era direttore, lasciando alla AET una partecipazione del 20% del capitale azionario, il resto essendo in parte finanziato da ignoti con se­de nelle off shore. Nel frattempo la Reninvest si è as­sicurata un diritto di superficie su tutta la zona interessata per un pe­riodo di 30 anni, a condizioni di as­soluto favore: il Patriziato di Airolo, probabilmente ignaro dei valori in gioco, ha ‘ regalato’ il diritto di su­perficie alla Reninvest per pochi spiccioli. L’esistenza del diritto di superficie impedisce all’AET di poter realizza­re l’impianto in proprio: anche se nel 1958 non si poteva pensare allo sfrut­tamento del vento, è chiaro che l’in­tenzione del legislatore, quando ha deciso che le forze idriche fossero messe a disposizione del Cantone e, quindi dell’AET, era di estendere questa normativa allo sfruttamento di tutte le altre energie naturali; l’art. 2 AET ( ma molti altri passi di leggi che si occupano di energia) di­spone che l’Azienda “ concorre all’at­tuazione e al coordinamento delle scelte di politica energetica cantona­le, alla produzione e alla commercia­lizzazione dell’energia elettrica...”. Lo sfruttamento dell’energia eoli­ca rientra palesemente in quelle for­me di energia per le quali il Cantone ha sancito il principio dell’assunzio­ne in proprio. Se, come riteniamo di poter affermare, la controprestazio­ne offerta al Patriziato di Airolo da parte di Reninvest è una frazione di quello che avrebbe potuto ricevere in una libera contrattazione in concor­renza ( ciò che non è avvenuto) il Con­siglio di Stato ha la possibilità ( e il dovere) di intervenire ed annullare il contratto (art. 132 lett. b) LOP). Do­po di che l’AET deve realizzare il parco eolico in proprio, eventual­mente con il Comune di Airolo, pa­gando al Patriziato la contropresta­zione corrispondente ai valori del mercato. Queste considerazioni non sono sconosciute né al dir. Brunett, né alla consigliera Sadis: sono stupito e de­luso che gli interessi del Cantone in questo specifico caso siano grave­mente trascurati, perché il parco eo­lico è redditizio, rappresenta una in­teressante alternativa per la produ­zione di energia non inquinante e la si lascia realizzare da una società privata dai con

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