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Parco del Locarnese, la paura dei brogli porta ai seggi
Parco del Locarnese, la paura dei brogli porta ai seggi
Parco del Locarnese, la paura dei brogli porta ai seggi
Redazione
8 anni fa
Le voci sono state anche oggetto di verifiche da parte degli inquirenti. Ma è stato tutto un malinteso...

Sul Parco nazionale il Locarnese si è diviso e si è diviso tanto. Tra favorevoli e contrari una sequela di cannoneggiamenti che va avanti da mesi, tra accuse reciproche si è parlato di caste, complotti e brogli elettorali. Animi così accesi che si parla della votazione più sentita degli ultimi 50 anni.

Un sentimento confermato dall’affluenza record che in alcuni comuni ha superato il 75%. A Onsernone, addirittura, i seggi sono rimasti aperti oltre le 12 di domenica per dare la possibilità a tutti di esprimere il voto.

Votazione sentita, votazione contestata, in quanto in molti hanno lanciato accuse di brogli elettorali. Voci che sono state anche oggetto di verifiche da parte degli inquirenti. Ma allo stato attuale degli accertamenti, come conferma la Magistratura a TeleTicino, non hanno portato alla luce alcun illecito. L’episodio di cui è venuta a conoscenza l'emittente di Melide sembrerebbe essere sfociato da un malinteso nato da una foto postata sui social network, che aveva fatto sospettare l’incetta di voti

E sempre parlando di irregolarità, durante la campagna molti avevano invitato a non votare per corrispondenza, per evitare manipolazioni delle buste. Suggerimento che la popolazione sembra aver accolto. Basti pensare che in Onsernone il voto per posta è crollato del 15%, a Bosco Gurin del 14% e a Centovalli del 12,5%. Più stabili i risultati in pianura, ma anche qui si è notata una flessione del voto per corrispondenza. C’è poi tutta una sequela di pettegolezzi che lanciano accuse anche più gravi, dal voto di scambio al voto dietro compenso, con tanto di tariffario. Ma non possiamo credere che in Ticino accada davvero di vendere un voto per 150 franchi.

Intanto dal punto di vista politico non si torna indietro, questa mattina i vertici dell’Ente regionale dello sviluppoi del Locarnese hanno incontrato i responsabili della Divisione dello sviluppo territoriale del DT per pianificare l’uscita di scena del Parco nazionale. Dismissione che comporterà la perdita di cinque posti di lavoro.

Tutti i dettagli nel servizio di TeleTicino delle 18.45

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