
Domani, 27 gennaio, presso il Palazzo dei Congressi di Lugano si terrà una conferenza che avrà come tema i paradisi fiscali nel 2011.Di per se questa non è una notizia. La particolarità della cosa risiede nel fatto che ad organizzare il tutto non è un’associazione di categoria, quale potrebbe essere la Federazione dei Fiduciari, oppure l’Associazione Bancaria Ticinese, e neppure qualche grosso istituto privato, del calibro di UBS o CS per intenderci.No, l’evento viene proposto da…un sito web. Proprio così. Il sito in questione è www.iparadisifiscalinel2011.com Non è chiaro chi ci sia dietro le quinte. Collegandosi ci viene proposto il programma e vengono citati due relatori, Giovanni Caporaso, consulente giuridico titolare dello Studio Legale Caporaso & Partners di Panama, nonché reggente di Antarcticland, insomma un’Altezza Reale, e Fabrizio Zampieri, docente in materie finanziarie presso l’ ISFOA - Libera e Privata Università Internazionale di Lugano.
Oltre a questi esperti saranno presenti anche altri due non meglio precisati relatori, provenienti da, citiamo dal sito, “uno studio legale e di consulenza situato in un territorio "ex paradiso fiscale” e “ uno studio di consulenza situato in un Paese Europeo”.
Tramite un comunicato stampa l’Associazione Bancaria Ticinese, la Camera di Commercio dell’industria l’artigianato e dei servizi così come la Federazione ticinese delle associazioni dei fiduciari prendono le distanze da questa conferenza, sottolineando che “nell’attuale clima politico tra Italia e Svizzera” questa è una provocazione pura. E come dare torto a questa presa di posizione? Negli ultimi anni l’immagine della Svizzera ha subito fino troppi danni, senza che si senta la necessità di organizzare eventi del genere su temi particolarmente delicati dal punto di vista politico come, diciamolo senza remore, eludere le tasse. Perché è di questo che si tratta.Gli organizzatori mirano a proporre soluzioni cosiddette off-shore atte a, per usare un eufemismo, ottimizzare la pressione fiscale. Le strutture sono le ben note società panamensi. Ma possiamo anche pensare alle società delle British Virgin Islands (nel gergo “le bi-vi-ai”) senza dimenticare le idilliache Isole Cayman, sede di innumerevoli società e a molte altre strutture.
Insomma, una conferenza organizzata per imprenditori italiani (sembra che il 95% delle iscrizioni provenga infatti dalla vicina penisola) con lo scopo di vendere un prodotto, che, oltretutto non avrà un gran futuro. Almeno dalle nostre parti. Ci sembra che il fatto di volerla organizzare a Lugano sia una scelta di marketing e di opportunità. Nell’immaginario collettivo, soprattutto italiano, la Svizzera viene ancora ritenuta un luogo dove poter fare quello che si vuole in materia finanziaria. La realtà invece é ben diversa. Quindi Lugano è il luogo perfetto per questo genere di iniziative.Il costo è di 260 euro a persona, il Palacongressi ha una capienza di circa 1100 posti, e sono tutti esauriti. Un incasso notevole.E cosa riceveranno in cambio i partecipanti? Una giornata di "formazione" ma anche fiches per il Casinò e sconti per il ristorante e la discoteca. In fondo, il cliente va coccolato.Chiariamo subito che non c’è nulla di male in tutto ciò. Di queste cose è pieno il mondo. Lugano è già stata sede di iniziative simili. Ma in quelle occasione le società che proponevano i loro servizi erano chiaramente identificate, magari già operanti sulla piazza, con tanto di logo, materiale informativo e soprattutto a partecipazione gratuita.Quello che disturba è il fatto che venga scelta Lugano semplicemente come un luogo che dia una certa aurea di serietà alla cosa. Una serietà che manca però a chi organizza, nel senso che non si sa chi patrocina la manifestazione, l’anonimato di due dei quattro relatori e il divieto assoluto
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

