
“E allora, vogliamo fare finalmente qualche cosa di concreto ed efficace per combattere l'invasione incontrollata di padroncini che giornalmente sottraggono lavoro per centinaia di migliaia di franchi ai nostri artigiani ?” È così che Angelo Paparelli riporta l’attenzione sulla questione dei padroncini.
Il deputato leghista, all’interno della sua iniziativa generica sui padroncini “Padroncini : controlli a tappeto.... e a costo zero !” spinge sugli artigiani ticinesi, in attesa di una presa di posizione da parte delle associazioni di categoria: “Carissimi artigiani ticinesi, è giunta l'ora di darsi da fare tutti assieme per difendere i nostri, i vostri sacrosanti diritti che da sempre ci consentivano di lavorare e vivere decorosamente in casa nostra e di far lavorare molti apprezzati frontalieri nel giusto numero che copriva il reale fabbisogno del nostro mercato.”
A questo punto, a prescindere dagli accordi bilaterali, Paparelli propone di limitare “l’invasione giornaliera” a chi detiene un permesso e che, sempre secondo il deputato, sarebbero già troppi.
Come possibile soluzione suggerisce di andare alla ricerca dei clandestini, dei committenti che ingaggiano gli artigiani e le ditte non in regola. Tutto questo per poi sanzionarli duramente.
La proposta di Paparelli prende spunto dalla Legge cantonale sulla pesca e sulla protezione dei pesci, che prevede la presenza di un guardiapesca volontario. “Le associazioni che intendono difendere efficacemente il lavoro dei loro affiliati, dovranno adoperarsi per mettere a disposizione dei soci del loro specifico settore, controllori volontari che siano ufficialmente riconosciuti dalla Legge cantonale sul lavoro e/o dal regolamento di applicazione della medesima del 22 gennaio del 1970. Breve formazione, credenziali necessarie rilasciate dalla competente autorità, ed ecco che la squadra dei " controllori volontari " supportata dalla Polizia cantonale è pronta ad operare su tutto il territorio, e quel che più conta,....a costo zero !”
«A me pare una soluzione di semplice attuazione», termina Paparelli. Ora l’iniziativa passerà al Gran Consiglio, che dovrà capire quanto la proposta sia realizzabile.
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