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Paolo Tacconi è il nuovo CEO del Gruppo Corriere del Ticino
Redazione
6 ore fa
Paolo Tacconi sarà il CEO di transizione del Gruppo Corriere del Ticino, succedendo così ad Alessandro Colombi – «Contiamo sulla sua esperienza sui mezzi digitali per affrontare il cambiamento epocale che stiamo vivendo», spiega il presidente Fabio Soldati – «Un cambiamento che non deve intaccare qualità, affidabilità e territorialità», sottolinea il diretto interessato

È stato presentato il CEO di transizione del Gruppo Corriere del Ticino che succederà ad Alessandro Colombi. Si tratta di Paolo Tacconi, giornalista, manager, imprenditore, con esperienze passate in aziende come Microsoft, Ferrari e Corriere della Sera, di cui Tacconi ha curato la transizione digitale. Una scelta che il presidente del CdA Fabio Soldati motiva proprio con i cambiamenti epocali in atto nel settore mediatico.

Nuove energie

«È arrivato il momento di ripensarci completamente, come quando un tempo tutti andavano a cavallo e poi, a un tratto, tutti hanno scelto la macchina e il cavallo è stato dimenticato» spiega Soldati. «Per fare questo cambiamento, ci sarà sia nell'ambito del Corriere del Ticino, sia in TeleTicino e in Radio 3i, la necessità di ripensare, di avere nuove energie, nuovi entusiasmi. E Paolo Tacconi, che sarà il CEO di questo periodo di transizione, ha una grandissima esperienza proprio in questo settore. Contiamo che porti degli input e, una volta che tutto questo sarà avviato, avremo anche la possibilità di cercare questo CEO che dovrà essere un giovane che porterà il gruppo nei prossimi anni di questa nuova era».

Gli assi portanti

Al nuovo CEO Paolo Tacconi abbiamo invece chiesto quali saranno gli assi portanti del suo mandato. «Sicuramente bisogna continuare a servire i lettori con il livello di qualità che abbiamo adesso, che è eccellente» risponde Tacconi. «Ci sono sempre nuove sfide nel giornalismo e nell'editoria, quindi bisogna cambiare mentre si fa. Il pubblico che utilizza le nostre informazioni sui mezzi digitali dobbiamo cercare di servirlo sempre meglio, non perché lo vogliamo, ma perché è la direzione che il mondo sta prendendo e noi non possiamo essere da meno. E poi c'è anche un tema di attivazione del mondo pubblicitario, perché l'informazione di qualità ha bisogno di risorse. Non nasce da complicati schemi borsistici o dalla finanza. Nasce dalla relazione col territorio, dalla relazione con le imprese, con le aziende del posto che hanno bisogno di canali sicuri, affidabili di informazione dove ospitare i propri messaggi. E questa sarà anche un'area per me importante di lavoro».

Informazione a tutti i livelli

E su cosa lo abbia spinto ad accettare questa sfida tutto sommato locale, Tacconi spiega: «La scintilla si è scatenata quando ho visto il tipo di lettorato e di pubblico che ha questo gruppo media, che è una popolazione non solo elitaria. Perché il problema dell'editoria oggi è che tende a diventare troppo autoreferenziale. Credo che questo Gruppo faccia informazione di servizio su grandi quantità di popolazione, certo proporzionato alla dimensione territoriale, ma a tutti i livelli. E questo credo sia un grande valore, perché ci costringe all'umiltà, ci costringe a essere molto utili e pratici nel lavoro che facciamo ed è un grande privilegio. Inoltre c'è la possibilità, con i nuovi mezzi, di raggiungere anche nuovi tipi di lettorato e di utenza».