
Settanta pagine fitte di nomi, cifre, analisi e documenti. È questo, pubblicato oggi dal quotidiano laRegione, il secondo rapporto KPMG sull’Azienda Elettrica Ticinese, consegnato lo scorso 4 marzo e finora mai reso noto, nonostante le molte sollecitazioni, giunte persino dalla ministra Laura Sadis. Il secondo rapporto è un approfondimento, richiesto dopo la prima verifica, eseguita nella primavera del 2008. Il quotidiano bellinzonese ne espone oggi i contenuti. Contenuti che parlano di acquisizioni "dubbie" e del fondo d’investimento REI per energie rinnovabili in Ticino. Un investimento che solitamente serve a società con un elevato potenziale di crescita, ma anche di rischio. AET si è però presto trovata in difficoltà nel trovare promotori che partecipassero all’ingente investimento iniziale: pari a ben 13 milioni di euro. Questo fondo, siamo nel secondo trimestre del 2003, ha generato tutta una serie di partecipazioni di società estere, alcune delle quali con sede in noti paradisi fiscali (come le isole Cayman) e di cui, secondo la lettura del quotidiano, lo stesso CdA di AET non conosceva tutti i membri. Almeno fino a quando l’ex direttore Paolo Rossi non ne ha fatto i nomi, e questo, in sede penale. Ma non è tutto, anzi. Il rapporto, secondo laRegione, parla anche di altre acquisizioni "dubbie", riportate in quattro capitoli chiave: oltre alle energie rinnovabili, vi sono infatti anche i dossier detti "Le Valli", "Albania" e "Olio di palma". Ma il progetto REI, ovvero Renewable Energy Investments Spc, rimane il più emblematico, come scrive ancora La Regione, perché spiega la gemmazione, a partire da AET di un’azienda parallela, costituita ad inizio 2006, che gestisce le partecipazioni estere, rendendo così l’azienda Elettrica Ticinese, un operatore nel mercato elettrico internazionale, che la faceva muovere come se fosse stata una società anonima. Il rapporto, conclude il quotidiano bellinzonese, svela operazioni lecite e legali, ma nate e gestite con metodi - citiamo dall’articolo - “perlomeno singolari se originate da un’azienda pubblica”.Paolo Rossi: "Disgustato" "La Regione - premette l'ex direttore di AET Paolo Rossi ai microfoni di Radio 3iii - pubblica degli estratti del rapporto e non il rapporto, dunque facendo una scelta su cosa pubblicare e cosa tacere". "Ed inoltre - aggiunge Rossi - ricordo che tre settimane fa il membro del CdA di AET Franco Romerio ha dichiarato a Teleticino che il rapporto era fatto senza scienza e coscienza, che non valeva una cicca, e che era stato chiaramente manipolato da Reto Brunett e dai suoi mandanti politici. E due settimane fa, davanti alla commissione di controllo del servizio pubblico, i vertici attuali di AET hanno sostanzialmente confermato quanto detto da Romerio, sminuendo notevolmente la portata di questo rapporto". "Questa - aggiunge Rossi - è una pura faida politica, voluta da alcune persone, per ragioni puramente politiche. E io sono semplicemente uno strumento che viene messo alla berlina senza che vi sia nessuna relazione con quanto io ho fatto per l'azienda e per il cantone. Sono disgustato".
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