
Roberta Pantani ha deciso di ritirare la denuncia contro quattro consiglieri comunali di Chiasso, ossia Giorgio Fonio, Jessica Bottinelli, Denise Maranesi e Mauro Lancianesi (che nel frattempo non siede più in CC), presentata a gennaio per diffamazione, calunnia e ingiuria per aver inoltrato un'interrogazione al Municipio sulla promozione del dipendente comunale Ruggero Pantani, fratello della municipale.
Lo fa sapere sulle pagine de Il Mattino della domenica, dove ha deciso di spiegare dal suo punto di vista la vicenda: "Prendo posizione per la prima volta sul caso della mia denuncia per fare un po’ di chiarezza". La vicesindaco di Chiasso punta il dito soprattutto contro Fonio, "navigato politico cantonale", reo di aver affermato di sapere che la municipale si è spontaneamente allontanata dalla seduta del Municipio al momento della nomina del fratello, così come prevede il regolamento e soprattutto l’etica politica. "Allora mi chiedo: che bisogno c’era di mentire nell’interrogazione, ossia di sottacerlo avanzando il dubbio del contrario, se non con l’intento della maldicenza? Ma non solo: i 4 interroganti sapevano o dovevano sapere che con questa frase avrebbero scatenato un pandemonio contro di me e la mia famiglia".
Si tratta ora, secondo Pantani, di vedere se i quattro consiglieri comunali "si siano resi conto, o magari abbiano voluto, che con la loro interrogazione si sarebbe arrivati a tanto. Sarà una questione di acume, di ingenuità, di scaltrezza o di cattiveria?". "Non mi interessa approfondire", scrive la leghista, aggiungendo: "Mi interessa per contro che in CC a Chiasso torni, da parte di tutti, il rispetto, il fair play e l’impegno esclusivamente per il bene del nostro Comune".
Pantani conclude infine affermando che "la stupidaggine compiuta da mio fratello, che ha scritto su FB 'sparuta minoranza (ominorati)' senza fare nomi – ma il presidente del PPD Mauro Mapelli vi si è giustamente identificato - mi pare sia stata pesantemente sanzionata: dalla multa di 500.- del Municipio, a quella di 100.- della Procura penale, al vero e proprio linciaggio mediatico con nome e cognome e sue fotografie: e ciò ben oltre quanto si fa con i criminali più pericolosi. Il fine politico-partitico di questi attacchi è evidente: chiedo però che, se abbiano ancora da farsi, si facciano contro di me e non pretestuosamente infierendo contro i miei famigliari".
Ricordiamo che a fine ottobre il procuratore pubblico Moreno Capella ha decretato che i reati contenuti nella querela non sussistono e che l'interrogazione non ha leso l'onore della municipale. Per questo motivo il magistrato prospetta l'emanazione di un decreto d'abbandono.
La replica di Giorgio Fonio
Non è mancata la reazione di Giorgio Fonio che, sulla sua pagina Facebook, scrive: "Uella, che gentile Roberta. Peccato che non abbia ritirato la querela a inizio inchiesta, per rasserenare il clima politico prima delle elezioni comunali, ma l'abbia invece fatto a inchiesta conclusa quando il procuratore aveva già comunicato che comunque non ci avrebbe condannati emettendo un decreto di non luogo a procedere".
"Non contenta, - si legge ancora nella presa di posizione del consigliere comunale PPD di Chiasso - l'ex candidata a sindaco di Chiasso rincara la dose confermando le offese che suo fratello rivolse a Mauro Mapelli".
Fonio conclude affermando che "tutto si commenta da sé" e pone un quesito: "Tra l'altro chi pagherà le spese di questa inutile inchiesta generata dalla sua inconsistente denuncia? Mi aspetto dai leghisti una condanna di questo modo di agire, come è stato fatto con Manuele Bertoli perché, UELLA, PANTALONE PAGHERÀ!".
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