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Ticino
Panico in Italia: l'evasore torna in Ticino
Redazione
15 anni fa
Inchiesta del settimanale L'Espresso: "E' ripresa in grande stile la fuga di capitali italiani verso Lugano"

Sono passati sedici mesi dalla scadenza dello scudo fiscale e la piazza finanziaria di Lugano è di nuovo invasa dai capitali made in Italy. Lo sostiene l'Espresso. In una lunga inchiesta svolta a cavallo tra Svizzera ed Italia. "Il panico Italia - spiega l'Espresso  è iniziato a fine luglio e nelle ultime settimane si è accentuato. Nel clima di totale sfiducia chi può scappa oltre confine". Dati certi sulla fuga di capitali dall'Italia naturalmente non ne esistono.Chi ha scudato come persona fisica e ha riportato i soldi in Italia non può rimandarli in Svizzera senza essere segnalato per il monitoraggio valutario. Ma basta che abbia scudato attraverso una fiduciaria ed il gioco è fatto. La fiduciaria carica il conto del cliente su un suo conto italiano e da lì lo splitta, cioè trasmette i fondi su un suo conto svizzero. Nessuna segnalazione e il cliente si ritrova il denaro all'estero. E "le richieste di operazioni simili - assicura l'Espresso - sono in continuo aumento in questi giorni". Dei 60 miliardi dello scudo fiscale circa 35 sono rimasti in Ticino proprio attraverso questo sistema. Ma "il cliente di livello di rado si ferma a Lugano - aggiunge l'Espresso - una piazza piccola e troppo a rischio di individuazione da parte del fisco italiano. Una volta arrivati qua, meglio spostarsi subito su Ginevra o su Zurigo. Magari in Lussemburgo, appunto, o a Panama. Così di triangolazione in triangolazione si semina anche il fisco svizzero". Altro trend in crescita: il forfait annuale con il fisco svizzero. "Gli ultimi dati aggiornati al 2010 - scrive l'Espresso - parlano di un numero di globalisti raddoppiato dal 2006 e i primi mesi del 2011 confermano il trend. Su circa 5 mila globalisti schedati all'anagrafe tributaria di Berna, oltre 800 sono in canton Ticino di cui 600 a Lugano. Gli italiani sono in continua crescita. Fra loro ci sono il pilota Jarno Trulli, che ha lasciato la residenza a Montecarlo divenuta fiscalmente rischiosa per diventare globalista a Pontresina (Grigioni), e Idina Gardini, vedova di Raoul con residenza a Montalbano di Gentilino. Diverso il caso di Sergio Marchionne. L'amministratore delegato della Fiat ha residenza fiscale nel cantone di Zugo, che offre un regime fra i più favorevoli della Svizzera, ma paga in proporzione (30 per cento) al suo reddito".

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