
Il granconsigliere Paolo Pamini (La Destra) è stato protagonista - sul social network Facebook - di una provocazione in merito alla questione abbigliamento (o dress code) che aveva fatto discutere in questi ultimi tempi. "Niente magliette e bibite e panini per banchettare in aula" aveva sostanzialmente scritto il PLRT in una lettera inviata all'ufficio presidenziale del Parlamento cantonale.
Accompagnato dalla foto qui allegata, oggi Pamini ha pubblicato sulla propria pagina ufficiale di Facebook il seguente testo:
"Ecco come mi presenterò alla seduta di Gran Consiglio di domani. Il "morning dress" (che siamo soliti chiamare "tight") è l'abito cerimoniale diurno più elegante che conosciamo nella tradizione occidentale. Domani pertanto farò uno sciopero dello zelo dando seguito alle richieste di maggior rispetto verso le istituzioni. Ma lo farò indossando una cravatta rossa, per mostrare la mia vicinanza e sostegno alle compagne e ai compagni di sinistra, che tradizionalmente si vestono male (va detto che anche a qualche leghista e pipidino piacciono polo e pullovers in aula). Compagne e compagni la cui attuale campagna comunicativa delle mutande (pulite) al vento sembra peraltro scandalizzare alcuni. Quindi dico: Je suis un gauchard bien habillé. Sia ben chiaro: naturalmente siamo su posizioni politiche radicalmente diverse e ritengo che il loro statalismo sia uno dei maggiori problemi di questo Cantone, ma la libertà di comunicazione è irrinunciabile nel nostro sano confronto democratico. E mi chiedo: la decisione di continuare a strizzare i contribuenti ticinesi e far aumentare la spesa pubblica è forse migliore se presa in giacca e cravatta anziché in pullover? Per non sbagliare, io domani boccerò il Preventivo 2017 vestito bene".
Sul proprio account Facebook, invece, Pamini si è espresso su un'altra questione di cui si dibatte al momento, ovvero il Centro di dialettologia e di etnografia (CDE), al quale ultimamente è stato contestata l'assunzione di un "torinese dalle qualità rare" come ha specificato il Consiglio di stato in risposta alle polemiche.
Gli interrogativi che si pone il granconsigliere de "La Destra" riguardano innanzitutto i costi e le modalità di finanziamento del CDE, che non ritiene direttamente specificati dal sito internet dello stesso. Inoltre, per quanto concerne il costo delle attività, Pamini sottolinea come l'ultimo sul quale vi sia certezza riguardi il Consuntivo 2015.
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