
I sigilli dal noto postribolo Corona di Pambio Noranco vanno tolti. A deciderlo Claudia Solcà, giudice dell'istruzione e dell'arresto (Giar), dopo sei mesi esatti dalla chiusura del locale a luci rosse. Non si tratta più né di un sequestro probatorio né confiscatorio, scrive oggi il Corriere del Ticino, quindi quei sigilli vanno levati.Nell'operazione Maxim di sei mesi fa, lo ricordiamo, finirono in manette il gerente del bar Corona, un 47enne italiano, e un dipendente portoghese di 46 anni, sospettati entrambi di promovimento della prostituzione. I due, che hanno sempre respinto gli addebiti, sono nel frattempo usciti di prigione.Ma una prima richiesta per levare i sigilli, l'aveva inoltrata lo scorso 23 luglio il legale del gerente, Rupen Nacaroglu. E una seconda era invece giunta sui banchi della procura il 4 settembre. Ma anche questa volta con esito negativo. Così il legale aveva presentato un reclamo, poi accolto dal Giar. E ieri la decisione è giunta alle parti. In pratica non ci sono più quegli elementi per mantenere il locale sotto sequestro; ora la vertenza, ribadisce il Corriere, ruota attorno all'attività di gestione di un esecizio publico. Contro la riapertura del Corona, lo ricordiamo, si erano schierati dei cittadini che avevano lanciato una petizione, raccogliendo 458 firme. Ma il Municipio di Lugano aveva risposto agli iniziativisti che l'esercizio della prostituzione in Svizzera non è di principio vietato ed è pure regolato da precise leggi. Ora in caso di riapertura del Corona, la polizia - aveva dichiarato l'Esecutivo luganese - avrebbe provveduto ad effettuare tutti i controlli del caso.
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