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Ticino
Palazzine di Gandria definitivamente bocciate
Palazzine di Gandria definitivamente bocciate
Palazzine di Gandria definitivamente bocciate
Redazione
9 anni fa
Il Tribunale federale ha respinto il ricorso contro la mancata licenza edilizia al progetto dell'architetto Lo Riso

È sfumato il sogno dell'ex sindaco di Gandria Luca Pacchin di costruire delle palazzine su un fondo terrazzato di sua proprietà all'ingresso del nucleo del paese.

Come annuncia oggi l'associazione Viva Gandria, il Tribunale federale ha infatti respinto il ricorso di diritto amministrativo presentato dall'avvocato Ettore Item contro la decisione del Tribunale amministrativo cantonale di confermare la mancata concessione della licenza edilizia, come già deciso in precedenza dal Consiglio di Stato e dalla Città di Lugano, che riteneva il progetto poco armonioso con il contesto architettonico del villaggio sul lago.

Il progetto dell'architetto Claudio Lo Riso può quindi definitivamente essere archiviato, così come lo era stato il precedente progetto per il medesimo terreno, firmato dall'allora sindaco di Lugano Giorgio Giudici

Viva Gandria spiega che la sentenza dei giudici di Losanna "rappresenta un passo importante per la salvaguardia di Gandria", ma sottolinea che "chiuso questo capitolo se ne apre verosimilmente un altro, che meritava di essere aperto già dieci anni fa."

"Ricordiamo che nell’autunno 2008 i residenti di Gandria inoltrarono al CdS una petizione per chiedere la protezione integrale del villaggio ai sensi della Legge cantonale sulla protezione dei beni culturali del 1997" spiega Viva Gandria. "Sull’onda della petizione venne poi costituita la nostra associazione. Sono passati nove anni e il governo non ha mai dato risposta, nonostante la Costituzione riconosca ai cittadini il diritto di ottenerla “entro un termine ragionevole”. In seguito, nell’ambito di varie procedure, la Città di Lugano è stata invitata più volte dalle Commissioni federale e cantonale del paesaggio a modificare il Piano regolatore per il comparto sul quale dovevano sorgere le palazzine: senza esito. Sia il Cantone che il Comune hanno dunque abdicato alle loro prerogative politiche lasciando la patata bollente nelle mani del potere giudiziario: un brutto spettacolo."

"Il 6 luglio scorso il consigliere comunale Giordano Macchi (e altri) ha inoltrato al Municipio un’interrogazione per chiedere al Municipio di utilizzare lo strumento della “zona di pianificazione” sul comparto e di valutare la questione di un possibile esprorio" conclude Viva Gandria. "Auspichiamo che, almeno questa volta, l’esecutivo comunale dia una celere risposta per farci sapere quali sono I suoi progetti per Gandria."

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