
All'indomani del crollo della palazzina, sono fermi i lavori in via Vanoni a Lugano. La sostituta procuratrice pubblica Clarissa Torricelli ha, infatti, ordinato il sequestro del cantiere per chiarire cosa sia accaduto. E già nel primo pomeriggio sono iniziati gli accertamenti. Un perito della Procura insieme all'ingegnere responsabile del progetto di ristrutturazione hanno esaminato lo scavo per capire se l'improvviso collasso delle mura esterne della palazzina sia stato causato da un cedimento del terreno, forse anche a causa delle forti piogge dei giorni scorsi, o se vi siano delle responsabilità attribuibili ad un errore di valutazione nella progettazione dell'intervento. Lavori eseguiti dalla New Job Costruzioni che per ristrutturare lo stabile ha sfruttato lo scheletro del vecchio edificio, procedendo ad un consolidamento delle fondamenta. Un'operazione molto delicata ma che permette di mantenere inalterata la metratura, senza dover indietreggiare di quattro metri, come prevede, invece, il piano regolatore in caso di nuove costruzioni. Operazione che è stata condotta nel pieno rispetto delle norme di sicurezza con un'attenta valutazione dei rischi, precisa il direttore dell'impresa Antonio Caggiano. Dello stesso parere il direttore della società degli impresari costruttori Edo Bobbià: la ditta è regolarmente iscritta all'albo professionale dal 95 ed è molto attenta alla formazione dei suoi operai. Come, d'altra parte, testimonia la capacità del capo cantiere che ieri ha saputo riconoscere la minaccia incombente e nel giro di pochi minuti ha fatto sgombrare l'area prima del crollo. Da noi contattata la procuratrice pubblica Clarissa Torricelli non esclude al momento nessuna ipotesi. Si tratta di un fatto talmente raro che è prematuro esprimersi. In ogni caso continuano gli accertamenti. [email protected]
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

