
Non c'è solo il referendum lanciato da Silvano Bergonzoli e dai Comunisti a voler sbarrare la strada al PalaCinema di Locarno. È di oggi la notizia che la STAN (Società ticinese per l'arte e la natura) ha deciso di presentare opposizione contro il progetto. Il ricorso della STAN, precisa l'associazione, non ha lo scopo di contestare il principio della realizzazione del PalaCinema. "La Città ha fatto la sua scelta e non intendiamo sabotarla" si legge nella nota stampa. L'intendimento dell'opposizione si vuole invece costruttivo: la STAN spera che in questo modo sia possibile intervenire su alcuni aspetti esterni, correggendo quelli che ritiene "degli stravolgimenti inaccettabili della veduta e della percezione dell'edificio." Diversi accorgimenti sarebbero, secondo la STAN, poco appropriati ad un edificio storico. Un edificio che secondo la società avrebbe meritato di essere protetto come bene culturale. Non per niente l'Ufficio cantonale dei beni culturali aveva inserito le ex scuole negli oggetti raccomandati per la messa sotto protezione. "Il Municipio visibilmente l'ha tolto dall'elenco per non ostacolare una progettazione più libera del Palacinema" afferma la STAN. Per cui la STAN, con la sua opposizione, chiede che il Municipio vincoli la concessione della licenza edilizia a delle condizioni di salvaguardia di questo edificio storico di inizio Novecento.
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