
Pagherà tutte le multe emesse in Ticino per quelle donne che indosseranno il burqa o il niqab una volta che la nuova legge sull'ordine pubblico entrerà in vigore. Parola dell'imprenditore franco-algerino Rachid Nekkaz, che stamattina a Locarno ha tenuto una conferenza stampa proprio nella regione in cui è nata l'iniziativa contro il velo, promossa dal Guastafeste losonese Giorgio Ghiringhelli e la cui norma è stata recentemente approvata dal Gran Consiglio ticinese.
Già da quattro anni Nekkaz paga le multe alle donne francesi e belghe che indossano il burqa o niqab. Ed è venuto appositamente dalla Francia per fare la stessa cosa nel nostro Cantone.
"Si tratta di una mia libera scelta, nessuno me lo impone" ha ribadito di fronte ai giornalisti il rappresentante musulmano. "Difendo i diritti fondamentali dell'uomo e gli insegnamenti illuministi. Posso capire che si possa vietare il velo nelle scuole, ma in strada la libertà va salvaguardata a tutti i costi".
Se le multe in Svizzera dovessero superare la soglia dei 10mila franchi, Nezzak si è detto anche disposto a ricorrere alla Corte europea dei diritti dell'uomo a Strasburgo. "E sarà sicuramente la Svizzera a perdere" ha aggiunto.
Assieme all'imprenditore franco-algerino era sul posto anche Nora Illi, una 30enne svizzera sposata con un musulmano, che sostiene il diritto di celare il viso in luoghi pubblici. Anche lei ha insistito sul fatto che nessuno la obbliga a portare il velo integrale, ma che è una sua libera scelta.
Avvisato all'ultimo minuto dell'arrivo dei due rappresentanti musulmani, il Muncipio di Locarno stamane ha disposto un ampio dispositivo di sicurezza per evitare eventuali disordini. Ma tutto si è svolto nell'assoluta calma.
L'intervista integrale a Rachid Nekkaz stasera alle 18.45 nel TG di TeleTicino.
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