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Ticino
"Pagheremo i debiti con il Cantone e la città di Lugano"
"Pagheremo i debiti con il Cantone e la città di Lugano"
"Pagheremo i debiti con il Cantone e la città di Lugano"
Redazione
8 anni fa
Il vicesindaco di Campione Alfio Balsamo: "Sono convinto che salveremo il Casinò. E c'è il progetto di un grattacielo.."

Continua inesorabile il countdown verso il prossimo 12 marzo, quando al Tribunale civile a Como si terrà l'udienza sulla richiesta di fallimento della Casinò Campione avanzata dalla Procura lariana sul presupposto che la società di gestione della casa da gioco non sia nelle condizioni di continuare l'attività a causa della complicata (per usare un eufemismo) situazione finanziaria.

Per il Comune di Campione, unico socio della casa da gioco, si tratta quindi di una corsa contro il tempo per dimostrare di essere in grado di attuare una serie di provvedimenti per risanare le casse del Casinò e scongiurare il fallimento.

Alfio Balsamo, vicesindaco di Campione, il 12 marzo siete attesi in Procura per la sentenza per il fallimento del casinò. Una situazione complicata, a cui state cercando di porre un rimedio.Noi siamo stati eletti 7 mesi fa, ereditando un comune in significative difficoltà finanziare. Per questo abbiamo immediatamente attivato una serie di provvedimenti per sistemare i conti del comune e della casa da gioco. Alcuni interventi hanno richiesto tempi più lunghi del previsto in quanto non abbiamo potuto disporre del segretario comunale, figura indispensabile per concretizzare certe disposizioni. Ora che siamo riusciti finalmente a trovare una figura idonea all’importante mansione, abbiamo potuto attuare alcuni provvedimenti sul costo del lavoro delle strutture, in particolare la riduzione del costo degli appalti e, nostro malgrado, nell’erogazione dei contributi pensionistici.

Un bel problema…Il Casinò è una realtà complessa, dove il comune è amministratore unico. Prima di inoltrare le proposte per ridurre i costi abbiamo dovuto fare una due diligence, attraverso la quale è stato possibile fotografare lo stato della società. Queste procedure tuttavia hanno subito un’accelerazione con la richiesta di fallimento che la Procura di Como ha inoltrato al Magistrato fallimentare. Oggi noi stiamo quindi lavorando per arrivare al 12 marzo ed essere in grado di dimostrare che, attraverso i provvedimenti che abbiamo attuato, non ci sono i presupposti per arrivare al fallimento della società.

Rimane comunque una situazione singolare, essendo il Comune di Campione, socio unico della società, costretto da una parte a tagliare e ridurre le spese e dall’altra chiamato ad approvare i bilanci della casa da gioco.Effettivamente dobbiamo essere in grado di garantire gli equilibri, con da una parte l’esigenza di garantire i fondi al comune per i servizi e dall’altra considerare le esigenze della casa da gioco per la continuità aziendale.

Fatto sta che ora il comune si ritrova a fare una corsa contro il tempo per salvare il Casinò. Come si è arrivati a questa situazione, che se non è estrema poco ci manca?Noi abbiamo preso atto dell’indebitamento del Casinò verso la banca quando questa ha impedito il normale flusso finanziario tra il Casinò stesso e il comune. Da diversi anni io e il sindaco, che ai tempi eravamo consiglieri comunali per l’opposizione, avevamo preso atto di una lettera del responsabile finanziario del Comune che era stata indirizzata al Casinò e al Sindaco con la quale si chiedeva conto del perché il casinò non versava quanto dovuto al comune. A seguito di questa lettera e a distanza di due anni la Magistratura ha aperto un’inchiesta. Nella prima fase sono state delineate le responsabilità del vecchio CdA, che ha ricevuto un avviso di garanzia per peculato, mentre l’amministratore delegato Pagan è stato invece indagato per falso in bilancio. A seguito di questa inchiesta sono poi emersi altri elementi che hanno indotto la Procura a inoltrare la richiesta di fallimento.

Oltre alla complicata questione legale, quanto la richiesta di fallimento ha penalizzato l’attività della casa da gioco?Al di là del momento di crisi, è chiaro che il nostro territorio ha risentito non poco delle notizie che ogni giorno escono sui media italiani e talvolta su quelli ticinesi, creando un danno d’immagine non indifferente al Casinò. Poi non dimentichiamo che ormai lo Stato Italiano si è messo a fare concorrenza ai casinò, aprendo la via a scommesse e giochi d’azzardo online.

Intanto sono tanti i creditori che guardano con interesse, e pure apprensione, al destino della casa da gioco. Tra questi anche il Cantone il Comune di Lugano, per i quali ci sono diversi ingenti debiti in sospeso…Posso garantire che i debiti saranno sicuramente pagati. Solo un po’ alla volta. A questo proposito abbiamo già avuto incontri fruttuosi con il Presidente del Consiglio di Stato Manuele Bertoli. Per quanto riguarda il Comune di Lugano, con il Municipio cittadino c’è una piccola divergenza sulle cifre da saldare. Tecnicismi sui quali i rispettivi esperti stanno lavorando, ma confidiamo che troveremo un accordo.

A proposito di rapporti con la Svizzera, ciclicamente torna d’attualità l’ipotesi di far diventare Campione una zona franca, causando non pochi malumori sul fronte elvetico…Sinceramente, il nostro principale interesse è quello che la Svizzera non metta la frontiera all’arco. Pertanto non credo che la zona franca sia un’ipotesi percorribile. Allo stesso tempo credo che la Svizzera debba togliere l’Iva ai cittadini di Campione: un balzello che potrebbe tranquillamente essere evitato. Ad ogni modo, il rilancio di Campione non credo che debba passare dalla zona franca ma dalla valorizzazione del turismo, come l’organizzazione di grandi eventi e di convention.

E’ proprio per questo che si ventila l’ipotesi della costruzione di un grattacielo, che ospiterebbe un albergo da 150 camere?Al momento è solo una proposta, fatta tuttavia da un importante gruppo tedesco. Di certo abbiamo un bell’albergo ma piccolo, con tanti turisti che devono quindi rivolgersi alle strutture ticinesi.

Si tratta comunque di un progetto futuro. Ma la realtà ci riporta al 12 marzo, data cruciale per il destino del Casinò e, inevitabilmente, del Comune e dei suoi residenti. Cosa si sente di dire ai suoi concittadini?Che noi ci presentiamo in Procura con ottimismo, forti dei numeri e degli argomenti. Comprendo il malcontento per i tagli, che servono però a mantenere in vita il Casinò. Per questo chiediamo comprensione ai cittadini in questa delicata fase, perché è nostra intenzione garantire il futuro della casa da gioco e dei posti di lavoro di tante persone.

MS

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