
Per un lungo periodo hanno gestito ristoranti etnici a Bellinzona, Lugano, Chiasso con paghe di molto inferiori ai minimi del settore, sfruttando le difficoltà economiche dei loro dipendenti. Per questo motivo la coppia - un 53enne del Bangladesh e una 34enne romena, arrestati lo scorso dicembre - sono stati condannati ieri dalla Corte delle Assise criminali. Trenta mesi di carcere per lei, 36 mesi di carcere per lui, di cui per entrambi solo dieci da scontare e i restanti sospesi condizionalmente per tre anni.
I due imputati, entrambi residenti a Bellinzona, sono stati riconosciuti colpevoli di una serie di reati, tutti ammessi, che hanno a che vedere con la loro professione di esercenti: usura aggravata commessa per mestiere, incitamento all'entrata, alla partenza o al soggiorno illegale, per indebito profitto e impiego di stranieri sprovvisti di permesso.
"Reati odiosi e rivoltanti" ha affermato il giudice Marco Villa nel leggere la sentenza, sottolineando come la coppia, tra giugno 2013 e gennaio 2016, "ha sfruttato la povertà di altri per il proprio guadagno". Per fare un esempio, la coppia ha versao 2'500 franchi per 505 ore di lavoro a una cameriera, contro gli 8'900 previsti dal contratto collettivo di lavoro.
L'inchiesta è partita a seguito dell'esasperazione di alcuni dipendenti, che si sono rivolti ai sindacati. Ora la coppia dovrà risarcire una dozzina di dipendenti, con un importo di 120mila franchi.
Oltre a pene pecuniare, la coppia non potrà più mettere piede su suolo elvetico per i prossimi sette anni.
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