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Ticino
Pagava migliaia di franchi per i rapporti sessuali
Redazione
11 anni fa
Nuovi dettagli sul caso dell'agente 22enne arrestato per atti sessuali con fanciulli. Il processo forse già in estate

Sarebbe arrivato a spendere fino a "svariati biglietti da mille franchi" per un rapporto sessuale, il 22enne agente di sicurezza del Luganese che un paio di settimane fa è stato rinviato a giudizio dalla procuratrice pubblica Pamela Pedretti con le accuse di atti sessuali con fanciulli, atti sessuali con minorenni dietro pagamento, pornografia ripetuta, infrazione e contravvenzione alla Legge federale degli stupefacenti.

Nuovi dettagli sul caso sono forniti oggi dal Corriere del Ticino. Come detto, è emerso che il 22enne non badava a spese per soddisfare le proprie voglie, offrendo oggetti (da telefonini a fucili soft air) o più spesso grosse somme di denaro (da qualche centinaio a diverse migliaia di franchi) alle proprie vittime.

Vittime che adescava principalmente via Facebook, ma anche nelle chat o semplicemente con messaggi SMS inviati dal telefonino. Dopo aver instaurato un contatto con la vittima, il 22enne iniziava a mandare scritti o immagini di carattere pornografico, invitando spesso i minorenni a fare la stessa cosa. Poi passava alla seconda fase, che prevedeva un appuntamento in luogo pubblico. Se tutto andava bene, l'agente di sicurezza portava infine la sua vittima in un luogo discosto dove poteva agire a piacimento.

Solo in alcuni casi si è trattato di rapporti sessuali veri e propri. La maggior parte delle volte il 22enne si sarebbe limitato a palpeggiamenti e toccamenti nelle parti intime, o al massimo a qualche rapporto orale. A volte l'uomo avrebbe pure offerto della marijuana alle sue vittime minorenni, tutte di sesso maschile.

In totale i casi, tra tentati e riusciti, sarebbero poco più di una ventina, quasi tutti avvenuti nel Luganese e un paio nel Sopraceneri, tra il 2011 e il 2014. Le vittime che si sono annunciate come accusatori privati sono una decina e sono tutte rappresentate dall'avvocato Maria Galliani.

L'uomo, difeso dall'avvocato Stefano Camponovo, è detenuto alla Stampa da ormai cinque mesi: il suo processo potrebbe tenersi già durante la prossima estate.

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