
Sei franchi all’ora per lavori logistici presso strutture sanitarie, 10 franchi o meno per servire strutture alberghiere come camerieri. Sono le retribuzioni offerte ad alcuni studenti per i cosiddetti «lavoretti estivi», secondo le testimonianze raccolte dal Sindacato indipendente degli studenti e apprendisti (SISA), il quale lancia l'allarme: «Si chiama sfruttamento!».
Dov'è l'etica dei datori di lavoro?
Durante le vacanze estive, centinaia di studenti e studentesse svolgono lavori che consentono loro di raggiungere un certo grado di autonomia finanziaria nei confronti delle famiglie. Ma «le condizioni salariali sono estremamente insoddisfacenti nella maggioranza dei casi». Il dato che il SISA considera maggiormente preoccupante è che «tali situazioni vengono lamentate in particolar modo (ma non solo) nell’ambito di impieghi presso enti pubblici (cantonali o comunali), cioè proprio nella sede di quelle istituzioni che dovrebbero fungere da esempio per le attività private».
Il sindacato fa appello all'«etica dei datori di lavoro» nei confronti degli studenti e dell’aumento del costo della vita, il quale ha colpito in particolar modo le fasce più giovani della popolazione. «Rileviamo inoltre che la possibilità di contrattazione fra datori di lavoro e giovani lavoratori risulta nella maggior parte dei casi più un’utopia che una prassi». Inoltre, «altre testimonianze da parte di studenti neomaggiorenni (per i quali il vincolo giuridico del salario minimo sussiste) riportano diverse situazioni in cui il salario si attesta a cifre inferiori a quella stabilita dal legislatore, un’illegalità che va sanzionata».
L'iniziativa parlamentare elaborata
Alla luce della segnalazione del SISA, il Partito comunista ha presentato un'iniziativa parlamentare – intitolata «I lavoretti estivi degli studenti non devono trasformarsi in sfruttamento!» e presentata dai deputati Massimiliano Ay e Lea Ferrari – che chiede di introdurre anche nel Canton Ticino un minimo salariale simile a quello già in vigore nel Canton Ginevra per gli studenti che, durante le vacanze scolastiche, svolgono dei lavori temporanei attualmente senza tutele salariali.

