Cerca e trova immobili
Ticino
Paese di corrotti? "Blocher chieda scusa"
Paese di corrotti? "Blocher chieda scusa"
Paese di corrotti? "Blocher chieda scusa"
Redazione
8 anni fa
L'Associazione Uniti dal Diritto chiede all'ex consigliere federale di correggere il tiro dopo le affermazioni apparse su alcune inserzioni

"Blocher chieda scusa. La Svizzera non è un Paese di corrotti e despoti". L'Associazione Uniti dal Diritto, fondata da diverse personalità del mondo giuridico ticinese - tra cui anche l'ex procuratore generale John Noseda - per combattere l'inziativa dei giudici stranieri in votazione federale il 25 novembre, reagisce all'inserzione che l'ex consigliere federale ha fatto pubblicare su vari giornali. "Blocher - evidenzia l'Associazione - accusa di corruzione i politici svizzeri a tutti i livelli. La Svizzera secondo lui sarebbe despotica e corrotta, così come evidentemente i suoi cittadini che si mettono a disposizione per fare politica nei Comuni, nei Cantoni e a Berna".

"La deriva despotica minacciata da Blocher è invece sempre nata proprio dalle accuse generalizzate contro i politici eletti dal popolo. Tutte le peggiori dittature sono nate accusando di corruzione i politici, ossia donne e uomini eletti proprio applicando la democrazia diretta. Il Blocher-pensiero è cominciato con le accuse contro il Tribunale federale, già insultato come autore di un golpe. Addirittura?! Nessuna cittadina o cittadino svizzero che ha a cuore il proprio Paese dovrebbe lasciar correre tali accuse. Non siamo un Paese di corrotti e di despoti. La Svizzera è un Paese libero", scrive quindi l'Associazione, invitando Blocher a chiedere scusa "per avere insultato i politici svizzeri come dei corrotti. Chieda scusa ai suoi colleghi in Parlamento. Chieda scusa ai suoi colleghi di partito. Chieda scusa ai suoi ex-colleghi in Consiglio federale. Chieda scusa ai suoi concittadini che votano, per fortuna, ancora liberamente".

Infine, la promessa dell'Associazione: "No, non siamo corrotti e anche solo per difendere tutti i cittadini Svizzeri dalla sua accusa di corruzione e dittatura, ci impegneremo a votare no il 25 novembre alla sua iniziativa".

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata