
“Due vittorie, per l’economia e per le famiglie”, così la deputata Michela Delcò Petralli (nella foto), da noi raggiunta, commenta una giornata ricca di soddisfazioni per i Verdi oggi in Gran Consiglio. Sono state infatti approvate le iniziative proposte in merito al congedo di 14 settimane in caso di adozione e in merito ai padroncini. In virtù di quest’ultima, passata con un solo astenuto, nelle dichiarazion delle imposte, le deduzioni per le spese di lavori commissionati a ditte estere saranno accolte solo se accompagnate dalla prova dell’avvenuto pagamento tramite conto bancario o postale.
“Sono contenta che la misura sia passata,” commenta con una certa soddisfazione Delcò Petralli, responsabile di entrambe le iniziative, “seppure non nella forma originale. Avevo proposto di subordinare la deduzione fiscale di chi affida lavori a ditte estere alla presentazione di una prova che attestasse che l’azienda ha notificato l’incasso all’organo competente nel suo paese d’origine, ma si poneva un problema ad individuare quale fosse l’organo atto a certificarlo. Sarebbe stato così messo in difficoltà anche il contribuente che si comportava in modo trasparente. La commissione” prosegue Delcò Petralli “ha dunque trovato questo compromesso, favorendo la rintracciabilità per il fisco italiano e nel contempo permettendo di alleviare la forza contrattuale dei padroncini. Essi infatti, oltre ad avvalersi dei prezzi più bassi della manodopera, erano agevolati dal fatto che il fisco non sapesse quanto guadagnassero realmente, mentre le nostre ditte hanno anche l’onore fiscale.” Un modo per evitare anche il lavoro in nero, vietando i pagamenti cash. L’iniziativa non ha avuto voti contrari, particolare che sorprende e soddisfa la deputata dei Verdi. “La maggioranza inizialmente era contraria. Tutti in linea di principio sono d’accordo sulla necessità di combattere il problema dei padroncini, a causa dei quali le nostre aziende hanno avuto una perdita di 180 milioni di franchi, pari al 7% della loro cifra totale, ma dall’idea al passare ad accogliere misure concrete passa diversa acqua sotto i ponti.”
La seconda vittoria riguarda le 14 settimane di congedo in caso di adozione. “Tranne poche eccezioni, nessuno permette a chi adotta un bambino di stare a casa”, spiega Michela Delcò Petralli. “Si sa che questi bambini, che sovente vengono da un contesto diverso, hanno bisogno di conoscere la famiglia e la famiglia deve adattarsi a loro. Ritengo che 14 settimane siano poche anche per i figli naturali,figuriamoci per quelli adottati.” Senza calcolare che spesso le adozioni comportano anche lunghe trasferte. “Tutti sostengono che si devono aiutare le famiglie, però si pensa anche che dare congedi costi all’economia. Siamo il quarto cantone ad adottare un provvedimento del genere, in parlamento c’è una proposta che al momento è bloccata, mi auguro che si possa dare un segnale anche alla Confederazione.”
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