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Padroncini, calano le notifiche nel 2018 ma nubi all'orizzonte
Padroncini, calano le notifiche nel 2018 ma nubi all'orizzonte
Padroncini, calano le notifiche nel 2018 ma nubi all'orizzonte
Redazione
7 anni fa
L'incognita più grande è legata all'Accordo quadro tra Svizzera e UE che potrebbe pregiudicare i controlli

Il numero delle ditte estere notificate in Ticino negli ultimi 3 anni è continuato a diminuire: erano 4'059 nel 2016, 2'329 nel 2017, 1'974 nel 2018. Il dato sensibile è stato aggiornato questa mattina durante il bilancio annuale dell’associazione interprofessionale di controllo (AIC). Un trend favorevole all’economia cantonale riconducibile con ogni probabilità all’entrata in vigore della LIA, abrogata però dal Parlamento lo scorso novembre, con gli effetti anticipati stamani dall’associazione.

"Abbiamo riscontrato nei primi mesi di quest'anno un certo aumento del numero di lavoratori indipendenti" sottolinea Nicola Bagnovini, segretario AIC, ai microfoni di TeleTicino. "Ci può anche essere una relazione con l'abrogazione della LIA, non è da escludere. I prossimi mesi ci daranno informazioni più dettagliate in questo ambito".

Complessivamente le ditte notificate in Ticino nel 2018 hanno svolto 121 mila giornate lavorative, pari a 506 impieghi a tempo pieno. Un numero consistente, che fa capire l’apprensione di chi lavora nel settore dell’edilizia e dei rami affini. Di qui appunto l’attività di monitoraggio dell’AIC.

"L'AIC ha controllato ben l'83% delle ditte estere che sono entrate in Ticino a lavorare e questo è anche un forte deterrente" spiega ancora Bagnovini. "È un segnale chiaro alle ditte estere che sanno di essere controllate, quindi devono rispettare le regole".

Guardando al futuro non mancano le incognite. Non solo riguardo ai primi dati del 2019 che indicano un probabile ritorno massiccio dei padroncini. Le nubi maggiori arrivano da Bruxelles, con il prospettato accordo quadro con l’unione europea.

"L'UE chiede di adattare la nostra legislazione alla direttiva UE sui distaccati, ma è una direttiva che contiene delle possibilità di controllo estremamente blande" ritiene Renzo Ambrosetti, presidente AIC. "Noi conosciamo uno strumentario che si è dimostrato ancorché perfettibile, si è dimostrato valido e non vediamo perché dobbiamo modificare le cose".

Controlli meno performanti sui distaccati ma anche, secondo Ambrosetti, messa in discussione del partenariato sociale. "Il partenariato sociale ha quale scopo non solo quello di definire le condizioni di lavoro, ma anche di farle applicare. Verrebbe messo a rischio nella misura in cui non può più operare come attualmente, ma dovrebbe demandare questi controlli a delle istanze statali. In Europa non si conosce il nostro modello di partenariato sociale ed è per questa ragione che non possiamo accettare questa richiesta da parte dell'UE".

Tutti i dettagli nel servizio di TeleTicino 

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