
Padroncini, Michele Barra ha pronto un nuovo studio. No, il direttore del Dipartimento del Territorio sulla questione frontalieri non molla, lui, anzi, raddoppia. Ai colleghi di Governo ha presentato un nuovo documento che analizza problemi e soluzioni di quella che è considerata alla stregua di un’invasione d’oltrefrontiera: puntando il dito di nuovo sulla fiscalità. E con essa, manco a dirlo, i tanto vituperati ristorni dell’imposta alla fonte. Ristorni, che per farla breve, secondo lo studio così come sono concepiti non avrebbero addirittura più neppure ragione di esistere. Ma Barra lo sa: non è certo possibile eliminarli dall’oggi al domani con un colpo di spugna. “Iniziamo con il bloccare quelli di quest’anno”, ci ha raccontato. Un primo passo verso l’abolizione che oltretutto potrebbe portare Roma a scendere a più miti consigli: due piccioni con una fava. Come l’abbiano presa i colleghi di Governo, non è dato sapere. Certo è che il primo studio, presentato giusto qualche settimana fa da Barra, sempre sul tema frontalieri, non era stato accolto proprio benissimo. Una fuga in avanti del direttore del DT, si mormorava nei corridoi di Palazzo. E così, nel giorno in cui il Consiglio Nazionale ha deciso di anticipare l’entrata in materia su una mozione di Ignazio Cassis incentrata su IVA e frontalieri, il tema è stato protagonista della seduta di Governo. Una seduta che si annunciava accesa, dopo le voci secondo le quali Laura Sadis, non gradisse le proposte di Michele Barra. Michele Barra non molla, dunque, né con Berna, né, tantomeno, con i colleghi di Governo. Anzi, lui addirittura raddoppia. ClaRo
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