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Ticino
Padre indebitato deve lasciare il Ticino
Padre indebitato deve lasciare il Ticino
Padre indebitato deve lasciare il Ticino
Redazione
10 anni fa
Il Tribunale federale ha respinto il ricorso di un cittadino albanese: "Non pagava gli alimenti"

Un cittadino albanese, padre di due figli cresciuti in Ticino, dovrà lasciare la Svizzera dopo aver accumulato una serie di debiti ed essersi reso protagonista di un episodio di aggressione nel dicembre 2011. Il Tribunale federale ha infatti respinto il suo ricorso, con sentenza pubblicata oggi, contro l'annullamento del suo permesso di soggiorno. 

L'uomo era giunto in Ticino nel 2000 per vivere con la moglie, cittadina svizzera con la quale avrà i due figli, ottenendo un permesso di dimora nel 2001. Dopo la separazione (nel 2002) e il divorzio (nel 2013), il Pretore  affida i figli alla madre, mentre al padre viene riconsciuto il più ampio diritto alle relazioni personali, nonché il pagamento dei contributi di mantenimento (200 franchi per ogni figlio). 

Ma a causa dei debiti accumulati, nell'aprile 2011 la Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni rifiuta di concedergli un permesso di domicilio. A peggiorare la situazione, pochi mesi dopo, un decreto d'accusa emanato nei suoi confronti dal Ministero Pubblico per il reato di aggressione. L'uomo viene condannato ad una pena pecuniaria di 30 aliquote giornaliere da 60 franchi ciascuna, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni e una multa di 300 franchi.

Nonostante la condanna, la sezione della popolazione è favorevole al rinnovo del suo permesso di dimora nel 2014, ma la richiesta viene negata dall'Ufficio federale della migrazione al quale viene trasmesso l'incarto. Di fronte alla prospettiva di lasciare la Svizzera, l'uomo ricorre al Tribunale amministrativo federale che, con sentenza del 6 settembre 2016, respinge il suo ricorso.

Il cittadino albanese gioca quindi la sua ultima carta, rivolgendosi al Tribunale federale. I giudici di Losanna hanno però accertato che non sussistono validi motivi che rendono necessario il suo prosieguo di soggiorno in Svizzera. Un suo rimpatrio non viene considerato difficile tenuto conto che era giunto Svizzera all'età di 25 anni. La sua integrazione professionale e socioculturale in Svizzera inoltre non è ritenuta "per nulla qualificata" e l'uomo presenta una "situazione debitoria problematica". Anche i rapporti con i figli, quasi maggiorenni, non risultano sufficientemente intensi sia dal punto di vista affettivo che economico. Nonostante l'uomo sembra ora rispettare l'obbligo di versare i contributi alimentari, ha mancato di farlo per un lungo periodo di tempo. Contributi che sono stati anticipati dall'Ufficio del sostegno sociale per un importo che ammonta a oltre 18mila franchi. Il comportamento dell'uomo non è stato infine sempre rispettoso dell'ordine pubblico. 

Per queste ragioni, il Tribunale federale ha ritenuto che il rifiuto di approvare il rinnovo del permesso di soggiorno fosse conforme alla legge sugli stranieri e ha accollato le spese giudiziare di 2000 franchi al ricorrente. 

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