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Ticino
Pace fatta tra Ghiringhelli e Massagno
Pace fatta tra Ghiringhelli e Massagno
Pace fatta tra Ghiringhelli e Massagno
Redazione
11 anni fa
Il Municipio ha fatto dietrofront ed ha concesso al Guastafeste di raccogliere firme. "Troppa grazia!"

Scoppia la pace tra Giorgio Ghiringhelli e il Municipio di Massagno.

Come forse ricorderete, il Guastafeste si era visto negare il permesso di effettuare una "raccolta volante" di firme in occasione delle elezioni comunali del prossimo 10 aprile. Il Municipio lo aveva obbligato a svolgere tale attività a una bancarella “per non creare ostacoli al passaggio dei votanti e permettere il normale svolgimento delle elezioni” (vedi articolo suggerito).

Una decisione contro la quale Ghiringhelli si era appellato al Consiglio di Stato, tramite un ricorso.

Ma oggi egli comunica che il Municipio di Massagno ha fatto marcia indietro ed ha emesso una nuova decisione, che rende dunque privo di oggetto il ricorso.

"Il Municipio di Massagno ha capito che avrebbe perso il ricorso e dunque il 16 febbraio si è affrettato a emettere una nuova decisione nella quale non solo è stato tolto qualsiasi riferimento al divieto di effettuare una raccolta volante delle firme (era questo il casus belli principale) ma ha aggiunto – troppa grazia - che la bancarella sarebbe stata coperta da un gazebo in caso di pioggia" spiega Ghiringhelli.

Il quale poi polemizza. "Possibile che sia stato necessario un ricorso per far emettere nuove decisioni a due Municipi di Comuni importanti come quelli di Bellinzona e di Massagno, che certamente dispongono di giuristi in grado di consigliarli su quali sono i loro limiti decisionali in materia di raccolta di firme?" afferma Ghiringhelli. "Prendendo la decisione giusta al primo tentativo, anziché sollevare ingiustificati ostacoli al democratico esercizio dei diritti popolari, essi non solo avrebbero evitato di fare una figuraccia ma avrebbero evitato ai promotori dell’iniziativa di perdere inutilmente tempo per la stesura dei ricorsi. A questi Municipi è andata bene perché i ricorsi li avevo scritti io e dunque, ora che gli stessi sono diventati privi di oggetto, non avranno da rimborsarmi spese legali che non ho avuto. E nessuno mi ripagherà del tempo che ho dovuto perdere per la stesura dei ricorsi a difesa dei miei diritti."

"Ma in futuro" prosegue Ghiringhelli, "per troncare questo brutto vizio di assecondare le richieste degli iniziativisti solo dopo averli obbligati a presentare un ricorso, mi farò rappresentare da un avvocato, cosicché i Municipi, anche in caso di loro dietrofront tardivi, dovranno pagare i costi legali causati dalle loro sballate e antidemocratiche decisioni. E questi Municipi dovranno poi giustificare ai loro cittadini il perché di certe spese inutili causate non certo nell’interesse dei Comuni e della democrazia ma da un atteggiamento ostile verso i raccoglitori di firme che rasenta l’abuso di potere."

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