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OVS: "Uno dei più gravi licenziamenti collettivi"
OVS: "Uno dei più gravi licenziamenti collettivi"
OVS: "Uno dei più gravi licenziamenti collettivi"
Redazione
8 anni fa
Il sindacalista UNIA Giangiorgio Gargantini ha stigmatizzato la decisione di Sempione Fashion

"Sdegno, rabbia e grande delusione. Il gruppo OVS è arrivato un anno e mezzo fa con grandi promesse, grandi proclami. Si tratta di uno dei più grandi e anche dei piû gravi licenziamenti collettivi di tutto il terziario". Il sindacalista UNIA Giangiorgio Gargantini non le ha mandate a dire, commentando ai microfoni di TeleTicino la decisione di Sempione Fashion, società che in Svizzera gestisce il marchio OVS, di rescindere i contratti di lavoro degli oltre 1'100 dipendenti delle filiali svizzere (40 in Ticino, dove sono attive 7 filiali). "Purtroppo la società ha comunicato a tutti i dipendenti che entro fine mese riceveranno la lettera di licenziamento nel rispetto dei termini di disdetta. Questo significa che ogni dipendente a seconda dell’anzianità avrà un suo termine di disdetta che l’azienda sembra voler rispettare".

In Ticino insomma si continuerà lavorare per OVS da uno a tre mesi al massimo. Un finale amaro, già tristemente annunciato a metà maggio con la richiesta del gruppo di una moratoria concordataria. Ma su cui il sindacato Unia intende vederci chiaro. "È ad oggi inspiegabile. Abbiamo chiesto di avere un’informazione precisa sulle condizioni, ci è stata rifiutata. Vogliamo capire la reale situazione e perché ci siamo arrivati", prosegue Gragantini.

Allora la Sempione Fashion aveva infatti motivato la decisione parlando di situazione generale critica. “Il marchio, scriveva il CdA ai dipendenti, non è riuscito a posizionarsi sul mercato come previsto. Lo sviluppo delle vendite è insufficiente”. E ora resta l’incognita del piano sociale. "C’è sempre stato un rifiuto da parte dell’azienda di entrare in negoziazione con i dipendenti e il sindacato. Da oggi rinnoviamo le nostre richieste d’incontrare immediatamente i vertici dell’azienda e negoziare un piano sociale. Ogni altra decisione sarebbe vergognosa e irrispettosa".

Unica nota positiva: il gruppo ha comunicato anche che, citiamo, “diversi rivenditori svizzeri hanno mostrato interesse per personale qualificato”. "Se ci sono trattative che i dipendenti siano puntualmente informati. È il minimo che si possa chiedere in termini di responsabilità sociale a questo gruppo", conclude Gargantini.

Tutti i dettagli nel TG di TeleTicino delle 18.45

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