
Ottobre si colora di rosa e per sensibilizzare sul tema della prevenzione delle problematiche femminili, in particolare del tumore al seno, ci sono in programma una serie di iniziative. A Ticinonews ne abbiamo parlato con il responsabile di chirurgia senologica dell'EOC Nicolas Peradze.
Evento EOC
Sabato scorso l’Ente Ospedaliero Cantonale ha organizzato in Piazza del Sole a Bellinzona un pomeriggio informativo per la popolazione. “Per sensibilizzare il sempre maggior numero di donne, la divulgazione delle informazioni e l’educazione della popolazione sono importantissime. Assieme al collega avevamo un grande stand dedicato proprio al seno e ne rappresentava tutte le parti anatomiche”. Con questo modello in versione maxi, Peradze sottolinea che è stato possibile “spiegare in dettaglio cosa succede e come si sviluppano le malattie, così come parlare della prevenzione e della cura, ma più in generale della patologia oncologica del seno. Se mi venivano poste delle domande io spiegavo facendo anche l'esempio visuale, così grazie ai dettagli era tutto molto più interessante”.
Prevenzione
La prevenzione è quindi molto importante nel campo del tumore al seno e se ne parla già da tanti anni. C'è, però, qualche risultato effettivo? “Assolutamente sì", risponde il medico. "Adesso sappiamo che il tumore al seno è quello più diffuso globalmente. Questo, forse, grazie anche alla diagnostica precoce: questo strumento presenta lo screening mammografico e può aumentare la guarigione dal tumore al seno, arrivando fino al 95%”. Questo significa che rilevare il tumore nello stadio precoce, prima che arrivi alla sintomatologia clinica – ovvero quando una paziente sente già il nodulo – significa avere il 95% di possibilità di guarire. C’è chi, tuttavia, preferisce non sapere: “L'adesione allo screening mammografico ad oggi, se non erro, è attorno al 65%; non è una percentuale così alta, ma può migliorare. Certo è che la parte che ha deciso di non aderire al programma di screening rimane senza uno strumento importantissimo per diagnosticare in tempo questo tipo di tumore”
Costi sanitari
Il tema caldo di queste settimane sono gli aumenti dei premi delle casse malati e i costi della sanità in generale. In questo senso, l’ultima tendenza è di dire spesso che ‘la gente fa troppi esami’, che fanno lievitare in automatico i costi sanitari. In questo caso, però, l’esame può salvare una vita. “Assolutamente sì. È da poco che mi sono trasferito al centro senologico della Svizzera italiana e all’EOC. Però, se non erro, soprattutto in Ticino - dove siamo fortunati - lo screening mammografico per le donne sopra i 50 anni è gratuito, perché le casse malati coprono la maggior parte dei costi. Inoltre, il Cantone copre l'ulteriore costo”. Per quanto riguarda le donne con meno di 50 anni? È importante fare già qualcosa? “Sì, diciamo che l’ideale sarebbe partire con gli accertamenti una volta raggiunti i 30 anni: in questo caso lo screening mammografico e la mammografia come esame diagnostico hanno un'affidabilità rilevante anche per le giovani donne, e quindi bisognerebbe procedere con un'ecografia mammaria unita alla visita specialistica senologica. Dall'età di 40 anni si può invece già fare la mammografia; è consigliabile effettuare mammografia ed ecografia mammaria insieme con la visita specialistica senologica. Dopodiché, come detto, a 50 anni parte il programma dello screening”.
Campanelli d’allarme
Ma quali sono i campanelli d'allarme a cui prestare attenzione? “In realtà è difficile dirlo perché nel momento in cui il tumore diventa sintomatico è già tardi. Ha una decorrenza abbastanza silente. Per questo motivo la prevenzione ha quest'importanza. È consigliabile a tutte le donne di effettuare autopalpazione per rilevare se ci sono delle malformazioni, se ci sono noduli nel seno, se ci sono cambiamenti del colore della pelle, se ci sono secrezioni dall'areola e dal capezzolo. Questi sono sintomi, ma non vuol dire che sono patologici o è tumore. È chiaro che se compaiono occorre la visita specialistica”. Anche se viene ricondotto unicamente alle donne, questo tumore può colpire anche gli uomini: “La percentuale è molto bassa, però sì, colpisce anche gli uomini”, ha concluso Peradze.

