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Ticino
Ottini: "Questi sono metodi da KGB"
Redazione
17 anni fa
Marco Ottini svela i retroscena dell'inchiesta amministrativa. E la Protezione Civile del Bellinzonese conferma le contestazioni

"A mia insaputa, ad inizio giugno, hanno messo una cimice nel mio computer. E una sera, due mesi fa, lo hanno sequestrato per farlo analizzare da una ditta specializzata. E, grazie al programma informatico cimice, sono risaliti a questo fascicolo, dove dicono di ricostruire minuto per minuto tutti i miei accessi al computer. Questi sono metodi da KGB". Non usa troppi giri di parole, il capo dell’istruzione e sostituto comandante del Consorzio Protezione civile del Bellinzonese Marco Ottini, per parlare dell’inchiesta amministrativa avviata nei suoi confronti dalla Delegazione consortile, presieduta da Stefano Mossi. E ancora Ottini: "Dimostrerò l’infondatezza degli argomenti della Delegazione. E mi riservo, nelle debite sedi, di tutelare la mia personalità e la mia professionalità. Ma vorrei aggiungere che io sono grande e vaccinato. Ma metodi del genere, adottati con qualcun'altro, possono anche creare grossi problemi psicofisici. E ammetto che ci sono stati dei momenti durante i quali ho avuto uno scoramento totale. Ma lotterò fino alla fine. Anche perché credo nel mio lavoro. Un lavoro che faccio bene”. “Questa storia - giura - non finisce certamente qui". Dall’esame della memoria del PC del municipale PLR di Bellinzona nonché responsabile della sicurezza allo stadio Comunale, sarebbe emerso - scrive il CdT - che avrebbe trascorso le sue giornate in ufficio occupandosi più di impegni extralavorativi (70,6%) che di questioni professionali (29,3%). Secondo lei, gli chiediamo, potrebbe trattarsi di un attacco politico? "Si parla della città trainante - ci dice - e poi si cercano sempre delle scuse per fare il contrario. E' li da vedere. Ma non so. A questo punto non so più cosa pensare". Il presidente Stefano Mossi - sulle colonne de laRegione Ticino - auspica da parte sua una conclusione rapida dell’inchiesta amministrativa “compatibilmente con tutte le influenze esterne". Non entra però nei dettagli dell’inchiesta "essendoci il segreto d’ufficio”. Si lascia solo scappare che “il problema emerso non è legato alla sua (di Ottini, ndr.) attività di municipale”. In serata è poi giunta in redazione la presa di posizione della Delegazione del Consorzio Protezione Civile del Bellinzonese. Ve la proponiamo qui sotto per intero. Il comunicato stampa della Protezione Civile del Bellinzonese"La Delegazione del Consorzio Protezione Civile del Bellinzonese ha preso atto delle dichiarazioni rilasciate alla stampa dal signor Marco Ottini, proprio collaboratore, e del fatto che lo stesso ha scelto di rendere di pubblico dominio la situazione che lo vede protagonista. La Delegazione conferma: - di aver contestato al signor Ottini irregolarità nella gestione del suo tempo di lavoro e di avergli preannunciato l'apertura di un'inchiesta amministrativa nei suoi confronti; - di aver constatato, sulla base di elementi oggettivi, che nel periodo preso in esame il signor Ottini, quando operava sul suo computer di servizio, ha svolto per il 30% del tempo attività connesse alla sua funzione, e per il 70% attività di tutt'altro genere; - che il signor Ottini nel 2003 è già stato oggetto di una procedura amministrativa, originata da alcune mancanze in ambito professionale, sfociata in un formale ammonimento, peraltro da lui non contestato. Peraltro la Delegazione ritiene doveroso precisare che: - i dipendenti del Consorzio sono perfettamente al corrente delle regole che disciplinano l'uso dei mezzi informatici, e anche del fatto che questo uso potrebbe essere sottoposto a controlli non preannunciati; - la procedura in oggetto nulla ha a che vedere con l'attività del signor Ottini quale municipale della città di Bellinzona; - i rapporti fra il signor Ottini e la Delegazione sono sempre stati normali, riservato ovviamente il diritto del datore di lavoro di chi

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