
La Protezione civile del Bellinzonese non intende riassumere Marco Ottini che, come era stato anticipato da TeleTicino il 30 gennaio scorso, è stato riabilitato dal Tribunale federale di Losanna, dopo che era stato licenziato "per massiccio impiego di tempo in attività estranee alle sue mansioni professionali"."Né il Tribunale amministrativo, né il Tribunale federale hanno mai sconfessato la sostanza dei fatti rimproverati a Ottini" spiega la delegazione del PCi, presieduta dall'avvocato e brigadiere Stefano Mossi, in un comunicato. "Il Tribunale federale ha semplicemente sancito, sul piano prettamente giuridico, l'impossibilità di provare i fatti per il tramite di un programma informatico."Accusandolo di vittimismo, la delegazione del PCi considera che "il rapporto di fiducia con Marco Ottini è definitivamente pregiudicato e un suo reinserimento nell'organico sarebbe improponibile, per gli altri collaboratori e per lo stesso Ottini." Al quale viene contestata la "tesi fantasiosa" secondo cui sarebbe stato ordito un complotto nei suoi confronti. "Una tesi che oggettivamente mal si sposa con le tutto sommato modeste posizioni professionali (impiegato di un consorzio) e politiche (municipale di un Comune) dell'interessato e difficilmente giustificherebbero la messa in atto di un complotto tanto elaborato, del quale peraltro non è dato sapere quali sarebbero dovuti essere gli intenti."Marco Ottini, quindi, otterrà unicamente il versamento degli stipendi arretrati, sui quali sono in corso le trattative.
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